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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, l'intervento più importante è dividere assistenza e previdenza ala base di tutto

I cambiamenti nel sistema delle pensioni in Italia sono fermi al palo, ma la distinzione tra assistenza e previdenza è un buon punto di ripartenza.




Passa anche da un'attenta distinzione tra assistenza e previdenza il cambiamento delle pensioni in Italia. Lo sa bene Tito Boeri, presidente dell'Inps, e lo sapeva bene prima di lui Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la spending review. Attraverso una precisa rimodulazione dei due comparti del welfare si otterrebbe quella chiarezza necessaria per mettere le mani con efficacia sulle pensioni. Il percorso è evidentemente a ostacoli, considerando che se ne parla da anni, ma la situazione è sempre rimasta ferma al palo. Gli ultimi dati a disposizione riferiscono che la spesa pensionistico-assistenziale complessiva è pari a 311,11 miliardi di euro mentre quella cosiddetta pura ammonta a 211,11 miliardi di euro ovvero 100 miliardi di euro in meno.

Si tratta di una cifra considerevole su cui lo stesso premier Matteo Renzi e il nuovo commissario alla spending review, Yoram Gutgeld, hanno messo gli occhi. Che ci sia bisogno di una sterzata è dimostrata dai conti dell'Inps in rosso con un buco di 12,7 miliardi di euro. Ed evidentemente anche i pensionati non se la passano bene, leggendo il rapporto dell'istituto: 1,8 milioni di assegni, infatti, non arrivano a 500 euro, 6,6 milioni sono invece inferiori ai 1.000 euro al mese. La crisi economica in Italia ha colpito soprattutto la popolazione con redditi più bassi: in percentuale, la parte più povera ha perso il 27% del reddito disponibile rispetto al 2008 a fronte di appena il 5% rispetto al segmento più ricco.

La quota dei poveri è passata in 6 anni dal 18% al 25% della popolazione, da 11 a 15 milioni. La fascia di età più penalizzata è stata quella tra i 50 e i 59 anni. Si tratta di numeri che spingono a una rivisitazione delle regole attuali sia per rendere meno gravosi i requisiti per andare in pensione e sia per favorire il ricambio generazionale nei posti di lavori da tutti desiderato, ma da nessuno attuato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il