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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: non induce ottimismo nel breve se passa 67 anni età e contributi uscita in Grecia

In Grecia stanno per passare misure di austerity sulle pensioni con conseguenze per nulla positive sull'Italia e i suoi pochi margini di manovra.




Per capire quale direzione possano prendere le pensioni in Italia occorre osservare cosa accade in Grecia. La previdenza è infatti uno dei tre punti al centro della contesa con i creditori internazionali. E se, come sembra, il governo ellenico dovesse dare il via libera alle richieste, di riflesso il nostro paese vederebbe restringersi gli spazi di manovra. In buona sostanza, la strada seguita sarà sempre quella dell'austerity e per l'Italia non ci sarà altro da fare che marginali cambiamenti all'attuale legge previdenziale, a meno che non ci sia un rilancio economico, ma non nel breve periodo.

Atene accetta quasi completamente la tabella di marcia: età della pensione elevata a 67 anni entro il 2022 e abolizione dei sussidi Ekas per le pensioni più basse entro il 2019. Si impegna inoltre a disincentivare le pensioni baby attraverso maggiori penalizzazioni: chi si ritira in anticipo perderà il 10% e non più il 6%. C'è tuttavia qualche distinguo: l'attuazione della riforma del 2012 non sarà immediata ma avverrà a ottobre, mentre sull'Ekas il governo si impegna a legiferare subito, ma a tagliare il 20% più elevato degli importi solo nel marzo 2016 e non subito come chiedevano invece i creditori.

Da parte loro, sottolineando l'insostenibilità dell'attuale sistema pensionistico, Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea hanno chiesto la piena applicazione delle riforme del 2010 e del 2012, in modo da poter risparmiare tra lo 0,25 e lo 0,5% del Pil quest'anno e l'1% a partire dal 2016. Si tratta dunque di disincentivare le pensioni anticipate attraverso penalità, portando entro il 2022 l'età pensionabile a 67 anni o a 62 anni con 40 di contributi. Un punto molto delicato per le sue implicazioni anche sociali è stata la richiesta di elminare progressivamente l'Ekas, sussidio per le pensioni più basse; i creditori hanno chiesto di farlo subito per il 20% più elevato degli importi, entro il 2019 per gli altri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il