Banca Generali: utile in crescita di 7 volte rispetto all'anno precedente. Ma la Borsa nicchia

L'utile netto in crescita di oltre sette volte, dagli 1,7 milioni di euro del 2005 ai 14 milioni dell'ultimo esercizio finanziario



L'utile netto in crescita di oltre sette volte, dagli 1,7 milioni di euro del 2005 ai 14 milioni dell'ultimo esercizio finanziario. È l'ottimo risultato del bilancio che Banca Generali ha presentato ieri pomeriggio. Ma anche gli altri numeri lungo il conto economico sono molto positivi: l'ebitda si è attestato sui 69,8 milioni (+101%), l'ebit sui 61,5 milioni (+123%) mentre il margine di intermediazione è cresciuto del 22% raggiungendo quota 131,2 milioni.

Sulla base di questo successo il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea del 23 aprile un dividendo da dieci centesimi di euro per azione ordinaria, che andrà in pagamento il 17 maggio. "Pensiamo", ha spiegato l'amministratore delegato Giorgio Girelli, "di mantenere un payout simile nel periodo del piano, ossia dell'80 per cento. Noi - ha aggiunto - vogliamo remunerare i nostri azionisti indipendentemente dalle condizioni di mercato e questo è l'impegno che ci siamo presi nel piano" industriale 2007-2009.

Per Girelli "i conti sono migliori di quanto ci aspettavamo lo scorso anno". La raccolta netta totale nel 2006 è stata pari a 2,4 miliardi di euro, mentre il totale delle masse in gestione ha raggiunto i 23,7 miliardi di euro. La quota di mercato è cresciuta dall'8,9% del 2005 al 10,5% del 2006.

Per quanto riguarda i programmi di espansione l'ad di Banca Generali ha spiegato che "siamo interessati a crescere", ma ha aggiunto che "in Europa mi sembra molto difficile, questo piano è focalizzato sull'Italia". Nomi, comunque, per ora non ce ne sono: "Target specifici non ne abbiamo. Non c'è nulla di concreto. Se ci saranno delle occasioni le guarderemo, le acquisizioni non sono il target di questo piano".

Secondo il piano industriale 2007-2009, l'istituto di credito punta a un utile netto tra i 70 e gli 80 milioni di euro nel 2009 e una raccolta netta complessiva nel triennio di sei miliardi. Nel 2009 dovrebbe registrare un ebitda tra i 140 e i 150 milioni di euro, un roe tra il 34 e il 39 per cento (nel 2006 è stato del 7%), mentre il rapporto cost/income dovrebbe calare sotto il 50 per cento (nell'ultimo bilancio si è attestato sul 62%).

Le buone notizie non hanno però salvato il titolo che, travolto dall'ondata ribassista di piazza Affari, ha chiuso ieri in rosso dell'1,29 per cento, comunque ben al di sopra di un S&P/Mib che ha lasciato sul terreno il 2,45% del proprio valore. La quotazione sta recuperando stamattina con un rialzo dell'1,15% al di sotto però dei due indici principali, che viaggiano paralleli a +1,27 per cento.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il