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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione, contributivo più realizzabili partiti

Le leggi pensionistiche più fattibili secondo i diversi partiti politici e piani respinti: le ultime notizie e cosa prevedono




Pd, M5S, Lega, e Forza Italia hanno presentato diverse proposte e ddl volti a modificare l’attuale legge pensionistica, ognuno di essi sostenibile, nonostante gli  ostacoli e le difficoltà evidenti alla loro approvazione. Mancano, infatti, le risorse economiche, come dichiarano in tanti, a partire dai tecnici del Tesoro, e le novità e ultime notizie confermano, ancora una volta, la contrarietà di Ue e massimi organismi europei alla realizzazione di modifiche previdenziali nel nostro Paese. Ma si continua a puntare su piani come quota 100, mini pensione, contributivo e tutti i diversi partiti politici vi rilanciano.

Secondo Cesare Damiano del Pd, piano di quota 100 e di uscita a 62 anni con penalizzazioni crescenti, sarebbero possibile grazie alle decurtazioni previste per chi decide di andare in pensione prima, ma anche dai tagli alla spesa assistenziale. Tagli e spending review permetterebbero, secondo la Lega, anche di accumulare le risorse necessarie per proroga del contributivo donna, anche oltre il 2015. Anche per la proroga del contributivo donna le risorse necessarie potrebbero derivare dalla spending review. Il M5S punta sulla proroga del contributivo donna e assegno universale, due delle misure condivise dal presidente dell’Inps Boeri che, però, nel suo piano pensioni ha bocciato quota 100 e piano Damiano-Baretta perché troppo costosi.

Secondo quanto annunciato dal presidente dell’Inps Boeri, le risorse per l’introduzione dell’assegno universale potrebbero derivare dal prelievo di solidarietà sulle pensioni più elevate, a partire da quelle superiori ai due mila euro, con aliquote crescenti. Lega e M5S vorrebbero, in realtà, cancellare l’attuale legge e ripristinare le vecchie norme che, tra l’altro, permetterebbero di chiudere immediatamente casi come quota 96 della scuola ed esodati.

Anche Forza Italia appoggia il meccanismo di uscita con quota 100 e punta sull’aumento delle pensioni minime a mille euro che, però, al momento risulta impossibile, perché servirebbero risorse economiche che però non sono disponibili. Una parte del Pd sostiene la mini pensione che, pur richiedendo immediate risorse, sarebbe a costo zero, visto che l’anticipo sulla pensione finale erogato al lavoratore che vuole andare in pensione due o tre ani prima verrebbe comunque restituito dal lavoratore stesso una volta maturata la pensione finale. Ma si tratta di un piano messo da parte per ora.

Vincenzo Silvestri, vicepresidente dell’Consiglio nazionale dell’ordine del Consulenti del lavoro, sostiene il ricalcolo contributivo di Boeri anche perchè permetterebbe finalmente di rimettere in equilibrio il sistema pensionistico. E anche il presidente dell’Associazione nazionale consulenti tributari, Arvedo Marinelli, e l’ex commissario straordinario Treu, ne sono favorevoli.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il