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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma quota 100, assegno universale. Convergenza non c'è più tra Pd, M5S, Lega, Fi

Pd, Lega, M5S, Forza Italia da sempre sono pronti a modificare l’attuale legge pensionistica, ognuno però fermo sulle sue proposte di intervento: salta convergenza




Pd, Lega, M5S, Forza Italia da sempre sono pronti a modificare l’attuale legge pensionistica, ognuno però fermo sulle sue proposte di intervento. C’è chi infatti, come Lega e M5s punta a cancellare completamente l’attuale legge e chi, come il Pd, per bocca dello stesso premier Renzi, ha intenzione di modificare le pensioni ma senza stravolgere l’impianto dell’attuale legge, considerando che è l’unica in grado di garantire sostenibilità economica al Paese. La convergenza di interventi che caratterizzava però fino a qualche tempo fa i diversi partiti politici sembra essere saltata e le novità e ultime notizie confermano, infatti, che se prima Ncd sosteneva i prepensionamenti con mini pensione, ora appoggia tutte le proposte del piano pensioni Boeri che, però, non fa alcun riferimento alla mini pensione.

La Lega poi, prima appoggiava il piano di uscita con quota 100 di Damiano con penalizzazioni, ora chiede la cancellazione delle penalizzazioni previste, e si dice contraria all’assegno universale, che invece fino a qualche tempo fa era l’unica misura sostenuta da tutti. Anche il M5S ha comunque qualcosa da ridire sulla forma di assegno universale così come proposto da Boeri, cioè limitato agli over 55. Secondo i grillini, infatti, non si può destinare questa misura solo ad una fascia di persone così limitate ma bisognerebbe estenderla a tutti coloro che si ritrovano in difficoltà.

L’assegno universale è una misura che spacca internamente lo stesso Pd, tra chi vuole destinarlo solo a coloro che hanno perso il lavoro, chi, invece, destinarlo solo ai meno abbienti, chi invece estenderlo a tutti e non solo agli over 55. Complessa la situazione di Sel che se fino a qualche tempo era chiaramente dalla parte di trovare necessari accordi per intervenire sulle pensioni, sostenendo le diverse ipotesi presentate, ora sembra invece essersi disgregato.

Il leader Nichi Vendola, infatti, ha sciolto il suo partito e ha lanciato l'idea di un nuovo partito che, come spiegato da Vendola stesso, “dovrebbe includere sotto un unico simbolo e nome varie esperienze della sinistra in Italia, e che sia lontano dal renzismo”. Dopo aver ammesso gli sbagli compiuti in questi anni, Vendola ha dichiarato anche “non possiamo più presentarci alle elezioni con un improvvisato cartello elettorale, fatto di tanti simboli. Basta con l’accrocchio di ceti politici per la sopravvivenza elettorale. Dobbiamo fare bene e fare presto. Sta maturando una domanda sociale, e noi dobbiamo collocare un'offerta credibile”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il