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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: senza interventi profondi pensioni attuali di oggi e future rasenteranno povertà

La povertà in Italia aumenta e la condizione dei pensionati peggiora: ultimi dati Istat e rischi eventuali per il futuro. Le ultime notizie




Oltre 4 milioni gli indigenti che vivono sotto la soglia di povertà in Italia: questo quanto emerge dagli ultimi dati Istat riferiti nel 2014. Secondo le novità e ultime notizie, dopo due anni di aumento, l'incidenza della povertà assoluta resta stabile e, considerando l'errore campionario, il calo rispetto al 2013 del numero di famiglie e di individui in condizioni di povertà assoluta (pari al 6,3% e al 7,3% rispettivamente) non è statisticamente significativo (ovvero non può essere considerato diverso da zero).

A questi numeri si aggiungono quelli, decisamente poco positivi, sulle pensioni: dai dati emersi nel Rapporto annuale dell'Inps, oggi oltre sei milioni di pensionati italiani percepiscono meno di mille euro al mese e in questa fascia di persone assorbe solo il 18,9% della spesa complessiva ricevendo nel 2014 poco più di 50 miliardi di euro. I pensionati uomini sono 7,2 milioni (il 46,4% del totale) e ricevono il 55,3% della spesa mentre le donne pur essendo il 53,6% del totale(8,3 milioni) possono contare solo sul 44,7% della spesa. Il reddito pensionistico medio, tra spesa previdenziale e assistenziale, ammonta a 1.323 euro al mese ma con differenze significative tra gli uomini (1.577) e le donne (1.103). I due terzi dei pensionati (oltre 10,2 milioni su 15,5) prendono meno di 1.500 euro al mese mentre solo 724.000 persone contano su più di 3.000 euro al mese.

I pensionati nella fascia fino a 500 euro (1,88 milioni) prendono in media 286 euro al mese mentre quelli tra i 500 e i 1.000 euro (4,73 milioni di persone) prendono in media 707 euro al mese. Il 4,6% dei pensionati con redditi più alti (oltre 3.000 euro) assorbe il 15,2% della spesa con un reddito da pensione medio mensile di 4.335 euro. Secondo il Rapporto annuale 2014 dell’Inps, la crisi ha cambiato il profilo di rischio della povertà per età e c’è il timore per le future pensioni di chi oggi ha fra i 40 e i 50 anni. In tanti ritengono che, stando così le cose, i giovani di oggi saranno i poveri di domani.

E' evidente, dunque, quanto servano modifiche del sistema previdenziale attuale, novità che Boeri vorrebbe far partire proprio dal calcolo degli assegni con sistema contributivo, per arrivare all'applicazione del prelievo di solidarietà per ridurre il gap attuale tra i pensionati e con le generazioni future.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il