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Pensioni ultime notizie Renzi, Padoan e Boeri, Gutgled interventi. Diversi aspetti importanti chiariti incontro Poletti Sindacati

Domani 16 luglio nuovo confronto sindacati e ministro del Lavoro Poletti: quali le aspettative e le eventuali conseguenze. Le novità




Assegno universale, seppur controverso nelle modalità di erogazione, quota 100, mini pensione, piano Damiano-Baretta  e part time sono le modifiche al vaglio del governo ormai da troppo tempo e per cui attendono novità concrete anche se si è ben consapevoli del fatto che prima di definire cambiamenti definitivi la strada da percorrere sarà decisamente lunga. Le ultime notizie sull’incontro di domani, giovedì 16 luglio, tra sindacati e ministro del Lavoro Poletti potrebbero essere chiarificatrici.

Il nuovo tavolo potrebbe essere infatti esclusivamente interlocutorio per capire a che punto sono le soluzioni studiate dal Ministero del lavoro e se tutto fosse in alto mare, per cui servirà ulteriore tempo, potrebbero arrivar prima interventi messi a punto da tecnici del Tesoro e ministro dell’Economia Padoan e commissario per la spending review Gutgeld. Quadro in cui si inserisce anche l’importante peso del premier Renzi che, alla fine, come fatto già per altre questioni come il Jobs Act, potrebbe decidere da solo anche sulle pensioni.

Il tavolo di domani tra ministro Poletti e sindacati sarà importante anche per capire la posizione di Poletti nei confronti delle misure del piano pensioni di Boeri, che non piacciono ai sindacati. Tra le tante misure non appoggiate la bocciatura del meccanismo di quota 100: Boeri ha spiegato che si tratta di un piano troppo costoso (circa 10,6 miliardi di euro) da approvare al momento, ma per i sindacati sarebbe l’ideale per garantire al lavoratore la possibilità di andare in pensione prima, permettendogli di scegliere l’età in cui lasciare il lavoro.  

I sindacati chiedono la quota 100 per permettere un’uscita dal mondo del lavoro flessibile e con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni per i lavoratori precoci. Contrari al piano Boeri anche perché permettere il prepensionamento esclusivamente con calcolo contributivo dell’assegno penalizzerebbe troppo il lavoratore che, al posto di un taglio del 30% sulle pensioni, potrebbero invece continuare a lavorare non risolvendo in alcun modo la situazione drammatica della disoccupazione giovanile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il