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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale Renzi, Boeri, Padoan ci provano sforando 3% limiti Ue

Piano pensioni Grecia, situazione previdenziale in Italia e sforamento del 3% nei piani del premier Renzi: le novità e ultime notizie e cosa aspettarsi




Dopo la presentazione del nuovo pacchetto di riforme di austerità presentate dal premier greco Tsipras e approvate dal Parlamento, piano che tra le misure non prevede strette sulle pensioni ma interventi in maniera graduale e progressiva, le novità e ultime notizie nel nostro Paese continuano a riportare una situazione di grande difficoltà sul fronte della discussione previdenziale. Nell’attesa dell’esito dell’ennesimo tavolo di confronto su questioni sociali e pensioni tra sindacati e ministro del Lavoro Poletti, di certo si sa che al momento la maggior parte delle richieste avanzate per cambiare l’attuale legge sono bloccate.

Da quota 100 a mini pensione, a piano Damiano, a staffetta generazionale e part time, per cui sembra aprirsi però un nuovo spiraglio nella riforma della P.A., nulla di tutto ciò al momento si può fare: troppe le risorse economiche necessarie e il governo non ne dispone. Controversa anche la partita sull’assegno universale: nel suo piani pensioni, il presidente dell’Inps Boeri ha confermato l’introduzione dell’assegno universale ma solo per gli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dai requisiti richiesti.

Ma in tanti, compresi M5S e ministro del Lavoro Poletti, vorrebbero estenderlo a tutti coloro che si ritrovano in difficoltà senza chiudere questa possibilità solo ad una determinata fascia di persone. Ancora in ballo queste questioni, il premier Renzi pensa a novità possibili sui margini di flessibilità per dare nuovo rilancio alla crescita ancora debole in Italia rispetto ad altri Paese europei e per nuovi investimenti, anche aumentando il deficit e sforando il tetto del 3%.

Lo stessi Renzi ha ricordato che proprio “Il cancelliere Schroeder, per fare la riforma del mercato del lavoro, ci mise un anno e mezzo e sforò il vincolo del 3%. E nessuno ebbe da ridire”. Su questa eventuale strategia, Renzi è sostenuto anche dai ministri dell’Economia e del Lavoro, Padoan e Poletti, e dal presidente dell’Inps Boeri, con lo scopo di cercare di far comprendere anche agli altri Paesi l’importanza di opporsi al surplus economico tedesco, che sta evidentemente creando più problemi che vantaggi ai Paese dalle economia più deboli.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il