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Ultime notizie pensioni anticipate: intervento importante seppur occorre evitare povertà oggi e futura come ultimi dati indicano

Le novità sui dati relativi alla povertà in Italia impongono al governo un cambio di passo sull'intero comparto del welfare, pensioni comprese.




I dati parlano chiaro: ci sono oltre 4 milioni di poveri in Italia. Numeri che, sebbene non siano aumentati rispetto allo scorso anno, fotografano una situazione critica e impongono al governo di intervenire sul comparto del welfare, pensioni incluse. Quasi la metà, secondo i dati Istat, vive nel mezzogiorno. Secondo le ultime notizie diffuse dall'Istituto di statistica, 2 milioni e 44.000 sono donne, 1 milione e 45.000 minorenni, 590.000 gli anziani.

La sostanziale stabilità dell'indice di povertà delle famiglie italiane è salutata positivamente dal premier Matteo Renzi: "L'Italia ha oggettivamente svoltato ma c'è ancora tanto da fare. Se manteniamo il ritmo sulle riforme avremo dati di crescita significativi". E ancora: "Dai dati dell'Istat arriva una buona notizia, ma sarò felice quando vedrò dati di crescita superiori allo 0,1%". Da parte sua, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha incontrato ieri l'Alleanza contro la povertà e le parti sociali per discutere, tra l'altro, del Reis, il reddito di inclusione sociale proposto dall'Alleanza guidata da Cristiano Gori. La proposta prevede che nel giro di 4 anni si integri il reddito di tutti i poveri assoluti con sussidi variabili da 322 euro al mese per una persona a 451 per quattro. Nel 2016 servirebbero 1,8 miliardi di euro, a regime 7.

Intanto il Senato ha approvato in via definitiva il ddl di conversione del decreto su pensioni, ammortizzatori sociali e Tfr con 145 sì, 97 no e 1 astenuto. Il provvedimento ora è legge. La data per il pagamento delle pensioni è già stata unificata al primo del mese, mentre il rimborso degli arretrati prima congelati arriveranno nelle tasche dei pensionati all'inizio di agosto. Il 30 aprile l'Alta Corte aveva infatti bocciato la riforma del 2011 delle pensioni che bloccava l'adeguamento all'inflazione degli assegni oltre tre volte il minimo Inps ovvero 1.443 euro. Ammonta a 19,3 milioni il numero di pensioni nel 2012 che rientravano in questa soglia per complessivi 149,7 miliardi di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il