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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità affermazioni Treu, Boeri, Poletti, Treu, Gnecchi, Grasso,

Le ultime dichiarazioni su novità pensioni e necessità di modifiche da Treu, Gnecchi, Boeri, Salvini, Grasso, Poletti, Damiano: cosa chiedono




Ancora novità e dichiarazioni su pensioni e modifiche eventuali: si dice dalla parte di staffetta generazionale e part time l’ex commissario straordinario dell’Inps Treu, secondo cui si tratterebbe di una forma di prepensionamento non troppo costosa e che, anzi, implica minori costi e la possibilità di sostenere il ricambio generazionale con i più giovani. In attesa di novità sulla questione pensioni e soprattutto su risposte concrete e definitive alla proroga del contributivo donna, la deputata del Pd Gnecchi rilancia sulla necessità di permettere questo regime, non solo per consentire alle donne lavoratrici di andare in pensione prima, ma anche per permettere un rilancio occupazionale delle più giovani.

Torna invece a farsi sentire il presidente dell'Inps Boeri con nuove critiche a governo: dopo aver bocciato la maggior parte delle proposte presentate da Pd, Lega, M5S, da piano di quota 100 a piano Damiano, mini pensione, part time e nulla nemmeno sull’aumento delle pensioni minime, ora appare scettico sulla creazione dell'ispettorato nazionale. Nonostante la necessità di unificare l'azione ispettiva, Boeri ritiene che l'Ispettorato nazionale del lavoro non sia lo strumento più idoneo ed economico per questi obiettivi.  Nuovi attacchi anche ai vitalizi degli ex parlamentari, che hanno prodotto le iniquità sociali che oggi bisogna risolvere, tanto che Boeri stesso ne ha proposto la totale cancellazione.
Durante il suo incontro di qualche giorno con il presidente della Repubblica Mattarella, il leader della Lega Salvini ha rilanciato sull'urgenza delle questioni pensioni e lavoro, dimostrando aperture alle diverse proposte di modifica presentate da tutti, dall’uscita di quota 100 di Damiano, al piano di uscita a 62 anni, alle ipotesi rilanciate da M5S e anche FI.

Il presidente del Senato Grasso, invece, ha incontrato i sindacati per un confronto sulle‘disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie Tfr’, auspicando che si possa arrivare alla definizione di soluzioni condivise e che finalmente possano dimostrare concretamente la volontà di cambiare le pensioni. Incontro con i sindacati in settimana anche per il ministro del Lavoro Poletti, che ha ribadito per l’ennesima volta che il governo studia nuove forme di intervento sui requisiti pensionistici flessibili.

Preme e rilancia su modifiche alle pensioni anche Cesare Damiano, deluso dalle misure del piano pensioni di Boeri, che ha bocciato quota 100, dato dalla somma di età anagrafica e contributiva, e l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti fino ad un massimo dell’8%. Ma non è una novità, visto che lo stesso Boeri già nel corso della sua audizione in Commissione Lavoro lo scorso 10 giugno li aveva ritenuti troppo costosi, stimando che per l’uscita a 62 anni con penalizzazioni sarebbero serviti 8,5 miliardi di euro, mentre per il sistema di quota 100 addirittura 10,6 miliardi, fino al 2019.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il