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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità questa settimana con aspettative a sorpresa

Cosa aspettarsi per novità pensioni nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in base a situazione attuale e andamento economia: le ultime notizie




Le novità e ultime notizie sulla questione previdenziale sono tante, confuse, incerte: la prima incertezza nasce dall’andamento economico piuttosto altalenante della nostra Italia. Mentre, infatti, cresce di nuovo, anche se lentamente, l’occupazione italiana, aumentano anche i risparmi delle famiglie, che però non li investono in consumi per rimettere in moto l’economia in generale, e, secondo gli ultimi dati Istat, nel primo trimestre 2015 è tornato a crescere anche il Pil segnando un aumento dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014 e l'aumento del Pil rappresenta un fattore fondamentale nella realizzazione di nuove riforme, secondo, invece, gli ultimi dati di Bankitalia, il debito pubblico ha segnato un nuovo record, con un aumento a maggio di 23,4 miliardi, a 2.218,2 miliardi, sopra la soglia sensibile dei 2.200 miliardi.

Il nuovo aumento del debito pubblico sembra annullare i pochi dati buoni come la diminuzione delle spese di interesse per lo spread, l’aumento dell’occupazione e del Pil. Per poter procedere alla messa in atto delle riforme strutturali in discussioni così come delle novità pensionistiche auspicate sarebbe necessario che la crescita economica del Paese e del Pil fosse costante e in costante aumento. E mentre la mancanza di risorse economiche frena modifiche alla legge pensionistica attuale, aumenta la spesa previdenziale dei politicifra trattamenti pensionistici, vitalizi e rimborsi loro dovuti, che nel 2015 costeranno complessivamente 138 milioni e 720mila euro, con un aumento dello 0,6% rispetto lo scorso anno, mentre per i vitalizi serviranno 85milioni e 400mila euro.

Si tratta di numeri che mettono chiaramente in evidenza quello squilibrio e quel gap tra categorie di persone che in tanti vogliono eliminare a partire dal presidente dell’Inps Boeri che, infatti, nel suo piano pensioni ha inserito il contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate. Sarà tuttavia difficile riuscire a recuperare quei 20 miliardi che servono per la Manovra Finanziaria di ottobre, e peggio potrebbe andare se si concretizzassero i rischi di collasso di Agenzia delle Entrate e dell’Inps, come circolato in questi ultimi giorni.

Il premier Renzi cerca di agire sul doppio fronte interno, con il pressing sulle riforme ferme in Parlamento e che quest’anno, di nuovo, stanno creando ingorgo prima della pausa estiva, e con la messa a punto di quegli interventi che necessitano di risorse ma importanti per fare capire quante altre ne avanzeranno per la definizione di ulteriori misure, a partire da quelle pensionistiche; ed esterno, con un occhio, cioè, alla situazione greca che potrebbe decisamente influire sulle pensioni in Italia. E’ vero che. dopo una cifra di circa 60 miliardi di euro già prestata al Paese per evitarne il fallimento, l’Italia potrebbe dover dare prestiti bilaterali, il che esporrebbe il nostro Paese ad un forte rischio insolvenza, ma è anche vero che una graduale disponibilità nei confronti di cambiamenti in Grecia da parte dell’Ue, potrebbe portare maggiore flessibilità di manovre anche in Italia.
E mentre Renzi osserva e pianifica, il presidente dell’Inps Boeri prosegue sulla sua strada di cambiamenti concreti: dopo la presentazione del suo piano pensioni, particolarmente apprezzato dai cittadini, secondo quanto emerge dai sondaggi online, è infatti partita l’operazione de La mia Pensione anche per gli over 50 e dal 2016 il servizio sarà esteso anche a dipendenti pubblici e lavoratori iscritti alle altre gestioni Inps; ed è partito anche il Progetto ‘Estratto conto dipendenti pubblici’ che interesserà tutti i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche del territorio, sia statali che degli enti locali, per i prossimi due anni.

Per tutte le altre modifiche pensionistiche in discussione, soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti ai requisiti pensionistici, bisognerà invece aspettare ancora, e si sa ormai, forse la prossima Manovra Finanziaria, più probabilmente il 2016, mentre sembra più vicino il decreto previdenza e punto di partenza potrebbe essere la separazione tra spesa prettamente previdenziale e spesa assistenziale, misura nelle intenzioni di tutti, da Boeri e commissario Gutgeld a premier Renzi stesso.

Potrebbero, invece, essere approvate due leggi, a sorpresa, tra staffetta generazionale e part time, come previsto da un emendamento contenuto nella riforma della P.A. che prevede la scelta per il lavoratore di passaggio al part time con riduzione dell’orario di lavoro, riduzione dello stipendio e continuando a pagarsi da soli i contributi restanti alla maturazione della normale pensione, e del contributivo donna, su cui spingono forze politiche e sociali, e ne è conferma la nuova richiesta della Commissione Lavoro della Camera per la cancellazione delle circolari Inps che bloccano le lavoratrici che hanno maturato i requisiti nel 2015 verso la pensione contributiva.

Fuori da qualsiasi discussione di questi ultimi periodi, i precoci, gli usuranti e i quota 96 della scuola, categorie di lavoratori fortemente penalizzazioni dalle nuove norme previdenziali. Novità arrivano invece per il calcolo dell'onere della contribuzione figurativa a carico del datore di lavoro, che avviene sugli ultimi quattro anni (come la Naspi) e non più su due (come l'Aspi), e l’azienda sarà tenuta al versamento della contribuzione figurativa correlata per lavoratori posti in esodo; per gli iscritti ai fondi di previdenza complementare disoccupati da più di due anni e a cui mancano meno di dieci anni per maturare i requisiti pensionistici richiesti che possono andare in pensione prima; così come gli aderenti dei fondi pensione individuali che possono riscattare l'intera prestazione maturata se si perdono i requisiti di adesione al fondo antecedenti il pensionamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il