BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie Renzi più importanti quota 100, part time, assegno universale che Tasi, Imu cancellate

Abolizione Tasi, taglio carico fiscale per le imprese, bonus di 80 euro ai pensionati tra le novità del governo Renzi, ma sarebbero meglio prima modifiche alle pensioni: le ultime notizie




Ricche le novità e ultime notizie di questi giorni sulle intenzioni del governo Renzi per i prossimi lavori: tra gli obiettivi primari sempre quello di rivedere la legge pensionistica attuale, con modifiche ai requisiti attualmente richiesti per l’uscita dal lavoro, con la continua discussione di piani come quota 100, mini pensione, contributivo, ed estensione dell’assegno universale per tutti, anche se si lamenta la mancanza di risorse economiche necessarie per procedere con queste modifiche e sarebbero diversi gli ostacoli, sia interni che esteri, a partire dalla contrarietà dell’Ue, che fermerebbero l’approvazione di novità pensioni. E mentre si continua a brancolare nel buio in tal senso, con interventi forse rimandati alla prossima Manovra Finanziaria d’autunno, forse al 2016 addirittura, forse a quel decreto previdenza che però non si sa ancora se arriverà prima o dopo la Manovra, Renzi presenta un nuovo piano di lavoro.

Abolizione della Tasi, tagli dei carichi fiscali per le imprese dal 2018, nuovo bonus di 80 euro per i pensionati: questi i principali punti delle novità annunciare dal premier, misure che sembra siano state già sentire ma che mai sono state concretizzare. L’intenzione è quella innanzitutto di eliminare completamente la Tasi sulla prima casa dal 2016, che in media pesa per circa 200 euro, e introdurre finalmente la local tax.

Dopo aver già ridotto con una prima serie di interventi il peso dell’Irap (nel 2014 con un taglio del 10% sostituito poi nel 2015 con l’esclusione del costo del lavoro dal calcolo di questa imposta) il governo prevede di tagliare ancora l’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive) e l’Ires (Imposta sul reddito delle società) nell’ordine dei 15 miliardi dal 2017, e di passare da 5 a 2 aliquote Irpef (forse del 23 e del 33% con una notax area, in pratica una aliquota zero fissata a quota 10mila euro).

Nel 2018, poi, si punta ad estendere il bonus di 80 euro anche alle pensioni minime: i beneficiari sarebbero circa 2,2 milioni di pensionati il cui assegno Inps arriva a 500 euro, per un costo totale di circa 2,1 miliardi di euro. Si tratta di novità che certamente porterebbero benefici a lavoratori e contribuenti ma sarebbe meglio comunque concentrarsi prima su modifiche pensionistiche che sicuramente sono al centro dell’attenzione dei cittadini stessi e partire da queste per poi passare ad ulteriori interventi che migliorino la vita degli italiani.  

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il