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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: al via prova limitata assegno universale, part time passa, quasi contributivo donna

Le ultime novità pensioni tra part time, contributivo donna e assegno universale per gli over 55: cosa cambia e situazione attuale




Continuano a susseguirsi le novità sulle pensioni e soprattutto sulle modifiche richieste per cambiare l’attuale legge. Tra le ultime notizie, il primo via libera alla riforma della Pubblica Amministrazione che ora approda in Senato che spinge sull’approvazione della staffetta generazionale nelle pubbliche amministrazioni per i dipendenti prossimi all’età pensionabile. La misura, così come prevista, permetterebbe ai dipendenti pubblici di chiedere il passaggio al part-time con riduzione delle ore di lavoro e della retribuzione, ma continuando a pagarsi autonomamente i contributi necessari fino al raggiungimento della pensione normale, in modo da lasciare nuovi posti per i più giovani e rilanciare occupazione e competitività.

Dopo l’annuncio del presidente delll’Inps Boeri che tra i cinque punti del suo piano pensioni ha inserito anche l’assegno universale ma limitato solo agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, a Trento, è stato già approvato  il reddito di garanzia per famiglie che vivono alle soglie della povertà; in Molise è stato dato il via all’assegno universale come strumento di contrasto alla povertà; in Lombardia il governatore Maroni ha annunciato già che entro fine anno avvierà l'assegno universale per i residenti nella Regione da almeno 5 anni; e la governatrice del Friuli Venezia Giulia Serracchiani, lo ha già introdotto.

La misura prevede l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni e ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui. Per richiedere l’assegno bisogna aver sottoscritto un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili e potrà essere erogata anche nei confronti dei pensionati con assegni particolarmente bassi tali da non superare il reddito Isee.

Avanza anche la possibilità di approvazione della proroga del contributivo donna e la Camera continua a insistere perché l’Inps cancelli le circolari Inps che bloccano le donne lavoratrici verso il pensionamento anticipato a 57 anni, 58 per le autonome, con 35 anni di contributi e pensione ridotta esclusivamente con metodo contributivo.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il