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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100 ferma, assegno universale, part time, contributivo si continua trattare

Cancellare le ricongiunzioni onerose potrebbe essere il primo punto del piano pensioni di Boeri ad essere messo in atto: le novità




Cancellare le ricongiunzioni onerose: secondo le novità previste, dal primo gennaio 2016, sarà possibile sommare tutti i contributi versati nelle diverse gestioni dell'Inps, compresa quella separata, senza oneri o penalizzazioni sul calcolo dell'assegno finale. E’ questa la prima misura del piano pensioni presentato dal presidente dell’Inps Boeri che potrebbe essere realizzata, mentre si continua a discutere ancora non solo delle altre misure ma anche della altre proposte per modificare l’attuale legge pensionistica. Mentre, infatti, sembrano ormai ferme le ipotesi di uscita anticipata con quota 100, mini pensione, piano Damiano-Baretta e si discute sulle modalità di erogazione dell’assegno universale, per le ricongiunzioni onerose qualcosa potrebbe muoversi presto.

E qualcosa sembra  muoversi anche per il part time, grazie soprattutto alle discussioni sulla riforma della Pubblica Amministrazione. E’, infatti, stato approvato l’emendamento che permette la staffetta generazionale e dà al lavoratore la possibilità di scegliere il passaggio al part time, con riduzione dell’orario di lavoro, riduzione dello stipendio e pagamento dei contributi per gli anni restanti al raggiungimento della pensione a proprio carico. L’approvazione è arrivata alla Camera e ora il testo dovrà passare al Senato e la strada per l’approvazione definitiva è ancora lunga ma si aprono nuove speranze, evidentemente.

Il dibattito si concentra ora anche sull’assegno universale: tra le misure del piano pensioni di Boeri è prevista l’erogazione dell’assegno universale ma esclusivamente per gli over 55 che perdono il lavoro e non possono andare in pensione ancora. I soldi per coprire tale misura potrebbero derivare dal prelievo di solidarietà che, come spiegato da Boeri, dovrebbe colpire coloro che percepiscono pensioni elevate, dai due mila euro in su.

In tanti, tuttavia, rivendicano la necessità di ampliare l’assegno universale a tutti e non solo agli over 55 o ai meno abbienti, come aveva dichiarato qualche settimana fa il ministro del Lavoro Poletti. E la discussione continua.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il