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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: come sempre accade, buona legge fatta, subito cambiata e cancellata

Prima lo stop a nuovi incarichi per i pensionati e poi il dietrofront: novità, ultime notizie e altre norme controverse sulle pensioni




Prima lo stop a nuovi incarichi per i pensionati e poi il dietrofront: le novità della riforma della P.A. riportano l’ennesimo passo indietro del governo su una legge già fatta, che era stata ben accolta, a ora rivista. E le ultime notizie confermano questo nuovo cambio di direzione. Un emendamento approvato alla delega P.A. dalla Camera, primo firmatario Giovanni Sanga (Pd) e riformulato dal relatore Ernesto Carbone, prevede che il tetto di un anno valga esclusivamente per i ruoli direttivi, senza possibilità di rinnovo, mentre rimane confermato il vincolo della gratuità per tutte le posizioni affidate.

La legge che doveva essere approvata ma per cui è stata ora formulata l’ennesima scappatoia era quella firmata dal ministro Madia lo scorso anno, legge che vietava di affidare ai pensionati incarichi dirigenziali o direttivi, di studio o di consulenza, e cariche di governo nella pubblica amministrazione, divieto che però non vale per tutti e non impedisce a chi è andato in pensione per la propria carriera di scegliere un impiego in un altro settore della P.A., dove i limiti di età sono diversi, o di svolgere attività per incarichi che non comportano funzioni dirigenziali o direttive.

Il divieto non vale neanche per gli incarichi di ricerca e quelli di docenza, e per gli incarichi nelle commissioni di concorso e di gara, ma vale per le cariche in organi di governo di amministrazioni, enti e società a controllo pubblico, ma non si applica ai commissari straordinari nominati temporaneamente al vertice di enti pubblici o per specifici mandati governativi.

Si tratta, tuttavia, solo dell’ennesima legge controversa sulle pensioni, l’ultima dopo tanti errori e leggi a metà che ancora lasciano aperti alcuni casi. La scorsa Manovra Finanziaria, per esempio, ha cancellato le penalizzazioni per i precoci che vogliono andare in pensione prima, ma solo fino al 2017, quindi non si tratta di una misura definitiva; è stato poi approvato il pensionamento per i quota 96 della scuola, ma solo per mille dei quattro mila interessati e il caso resta ancora privo di soluzioni definitive per cui, chiaramente, ci sarà ancora da attender, e si aspetta ancora una risposta del governo sulla proroga del contributivo donna, per cui però sembrano essersi aperte nuove speranze di rinvio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il