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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi cosa fattibile subito di concreto senza attendere tagli, fondi ulteriori e manovra

Stop alle ricongiunzioni onerose e proroga contributivo donna tra le novità da poter mettere subito in atto: le ultime notizie e motivi




Le ultime notizie sulle novità pensioni confermano la necessità di interventi negativi su pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo e guerra, tagli a detrazioni e agevolazioni fiscali alle famiglie come la vaglio dei tecnici della spending review, ricalcolo contributivo come prospettato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel suo piano pensioni per recuperare quelle risorse economiche necessarie per ulteriori interventi pensionistici, che permettano non solo di modificare i requisiti di accesso alla pensione finale ma anche di aumentare le pensioni più basse, per garantire una vita dignitosa a tutti, anche la termine della propria carriera lavorativa.

Eppure ci sono novità che possono essere realizzate immediatamente senza aspettare che vengano recuperate nuovi fondi dai diversi tagli perché a costo zero: la prima tra tutte è la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, così come annunciato da Boeri, che potrebbe essere subito messa in atto senza prevedere alcun costo e con importanti conseguenze economiche, perchè alcune ricongiunzioni, ad esempio le pensioni all'estero, non venivano più fatte lasciando la pensioni all'estero perchè costose.

Altra misura che potrebbe essere subito confermata è la proroga del contributivo donna, norma già esistente, che deve essere solo prorogata e che è stato dimostrato essere totalmente a costo zero. Anzi, nel lungo periodo, permetterebbe anche di accumulare nuovi risparmi derivanti dai tagli, circa del 25-30%, applicati alle pensioni finali.

Considerando, poi, che sono prevenute tantissime domande di pensionamento all’Inps, ma ancora in stand by, è giusto intervenire subito e viste le ultime aperture, da presidente Boeri, come dallo stesso Renzi, è possibile che a breve arriveranno risposte ufficiali. Per tutti gli altri interventi, soprattutto per quanto riguarda i prepensionamenti con quota 100, o piano Damiano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, soprattutto, bisognerà certamente aspettare che vengano messi da parte nuovi fondi.

Lo stesso Boeri, infatti, al momento ha bocciato questi piani proprio perchè troppo costosi: secondo le sue stime, servirebbero 8,5 miliardi per l'approvazione della pensione a 62 anni seppure con penalizzazioni crescenti, e ben 10,6 miliardi di euro (fino al 2019) per permettere l'uscita con quota 100, derivante dalla soma di età anagrafica e contributiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il