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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi sembrava prioritario, centrale ora più che secondario sembra agli ultimi posti

A poco più di un anno di distanza dall’insediamento del governo Renzi, ancora nulle le novità pensionistiche: situazione attuale e ultime notizie




A poco più di un anno di distanza dall’insediamento del governo Renzi, le novità pensionistiche ripropongono la esatta situazione della scorsa estate. Sin da suo arrivo alla presidenza del Consiglio, Renzi si è sempre battuto per l’approvazione di modifiche pensionistiche, specificando, più volte, che avrebbe, come appunto detto, voluto solo modificare in parte la legge attuale senza stravolgerne del tutto l’impianto, considerando che, come ribadito più volte dal ministro dell’Economia Padoan, che si tratta dell’unica legge in grado di assicurare sostenibilità finanziaria all’Itala decisamente in crisi.

E su questo versante, le ultime notizie confermano la stessa situazione di crisi dell’anno scorso. Da un anno ormai le pensioni sono al centro dell’interesse del governo, eppure ci si è concentrati sempre sulla realizzazione di altri interventi che alla fine sono stati considerati sempre prioritari rispetto alla previdenza, esattamente come prioritaria doveva essere la soluzione per i 4mila di quota 96 della scuola ancora, però, in attesa del loro definitivo pensionamento. E a distanza di un anno, nonostante si continui a discutere di pensioni, necessità di modifiche e urgenze, tra le tantissime proposte arrivate e i ddl presentati, ancora nulla di concreto è stato fatto e probabilmente passerà ancora un po’ di tempo prima che qualcosa si faccia.

Ne è una conferma l’esito dell’incontro del ministro del Lavoro Poletti con i sindacati e l’annuncio di due nuovi tavoli in cui si discuterà di questioni sociali e pensioni anticipate e la confusione sulle misure da attuare per cui non si ha ancora un tempo preciso fissato e le nuove leggi da presentare al governo, presumibilmente dopo l’estate.

Sembra che siano da rivedere anche le misure del piano pensioni presentato da Boeri che, seppure sembra aver riscosso particolari sondaggi tra i cittadini come emerge dai sondaggi online e dalle discussioni su diversi forum, non sembrano soddisfare del tutto gli esponenti politici pronti a rivedere diversi passaggi, dall’assegno universale al contributivo di solidarietà sulle pensioni più elevate. Bisogna, inoltre, ancora definirne i dettagli e infatti sono in programma nuovi incontri con ministri di Lavoro ed Economia Poletti e Padoan e con lo stesso premier Renzi, mentre resta, chiaramente, da risolvere il problema della mancanza delle risorse economiche necessarie.

Sembra sia la questione della mancanza di soldi la motivazione principale che ha sempre rimandato l’attuazione di modifiche alle pensioni. Per permettere, per esempio, ai lavoratori di andare in pensione prima, nonostante piani che prevedono penalizzazioni, come quota 100 o mini pensione, servono soldi, così come soldi servono per mandare in pensione i quota 96 della scuola, o per chiudere la partita esodati. E’ vero, le somme richieste sarebbero ingenti, ma ci sono particolari sistemi, come il contributivo o anche il part time, che a costo zero, consentirebbero di rendere realtà le prime modifiche all’attuale legge pensionistica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il