BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi così come stipendio minimo per legge è sempre più urgente e necessario

Modificare i requisiti di accesso alla pensione e istituire il salario minimo per tutti: le novità e ultime urgenze per contrastare la povertà in Italia




Le novità di questi giorni riportano più attuale che mai la necessità non solo di intervenire sull’attuale legge pensionistica per modificare i requisiti di accesso alla pensione finale ma anche l’urgenza di istituire un salario minimo, così come ha anche esortato il presidente dell’Inps Boeri, per cercare di arginare la povertà in Italia. Si tratta di una misura che avrebbe dovuto far parte già del Jobs Act, considerando la crisi ancora nera in cui si trova l’Italia e che porta milioni di cittadini a vivere a stento. E le ultime notizie confermano questa situazione di crisi: è infatti aumentata la povertà, la disoccupazione giovanile resta altissima e, come riportato da Bankitalia, il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record.

E’, dunque, evidente come serva intervenire, ed anche in maniera piuttosto urgente, sulle pensioni, ‘ammorbidendo’ i requisiti pensionistici, in modo da consentire l’uscita anticipata ai lavoratori più anziani per lasciar posto all’impiego di più giovani, e con il salario minimo per chi vive sotto la soglia di povertà. La speranza è che qualche novità in tal senso arrivi con il decreto previdenza che, come anticipato, dovrebbe contenere misure proprio a sostegno della povertà, insieme a tagli a detrazioni e agevolazioni fiscali per le famiglie.

Primo intervento contro la povertà sarebbe appunto il salario minimo, che inizialmente nel Jobs Act era stato previsto solo per i settori non coperti dalla contrattazione collettiva. In molti casi, però, le imprese non si avvalgono della contrattazione nazionale e non prevedono il salario minimo, esattamente come non è previsto per lavoratori precari o parasubordinati, mentre vi sono settori, come l’edilizia, l’agricoltura e il turismo, in cui il salario medio è addirittura più basso di quello minimo, per cui più della metà dei lavoratori guadagna meno del minimo stabilito dal contratto nazionale.

Bene, dunque, sarebbe stabilire un salario minimo, valido per tutti, da erogare però solo in condizioni di criticità senza incorrere nel rischio che l’istituzione di questa misura allontani dal lavoro i cittadini che lo percepiscono, spingendoli al lavoro nero o, addirittura, ad adagiarsi alla disoccupazione, sicuri di ricevere comunque un sostentamento mensile.   

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il