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Pensioni ultime notizie riforma Pubblica Amministrazione: tutto come prima dopo tante aspettative positive in Senato

Ultime notizie sulle pensioni in arrivo dalla riforma della P.A. in discussione al Senato: cosa prevede il testo su part time e altre misure




Ultime notizie sulle pensioni in arrivo dalla riforma della P.A. in discussione al Senato: il testo già approvato alla Camera e che difficilmente subirà modifiche prevede, infatti, tra le novità, a staffetta generazionale ma con i costi contributivi non a carico dello Stato ma del lavoratore stesso che decide di passare al part time. Secondo quanto previsto, dunque,il  dipendente potrà chiedere il part-time se vicino alla pensione ma dovrà pagarsi da solo i contributi restanti fino alla maturazione dei requisiti necessari richiesti. Si tratta di un passi indietro rispetto alla proposta di lasciare il pagamento dei contributi a carico dello Stato, rendendo più vantaggiosa la norma.

Con i contributi a carico del lavoratore, vista anche la riduzione dello stipendio a seguito della riduzione del lavoro con part time, non sarà vantaggioso per il lavoratore decidere di accettare il turn over e questo chiaramente non permetterà la creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani, con il conseguente svecchiamento del comparto della P.A. I lavoratori più anziani, quindi, continueranno a lavorare togliendo sempre più spazio ai giovani. E per l’ennesima volta, quando le speranze erano concentrate su novità positive, tutto è invece negativo e delude le aspettative di quanti auspicavano rinnovamenti importanti.

Aspettative deluse, però, non solo per i dipendenti pubblici ma anche per i privati, considerando che ogni novità pensioni della riforma della P.A. (se positiva) sarebbe stata estesa anche ai privati, per evitare discriminazioni. L’ultima speranza può essere quella di qualche nuovo emendamento che capovolga la situazione, ma al momento sembra piuttosto difficile.

E dopo tante discussioni, sembra sia tutto negativo ancora anche per i piani di quota 100, mini pensione, piano Damiano-Baretta, sostenuti da tutti, tra partiti politici, Pd, Lega e M5S, e presidente dell’Inps, Tito Boeri. Tutto ancora molto vago anche per la cancellazione delle ricongiunzioni onerose dei contributi e l’eliminazione delle penalizzazioni della gestione separata dell’Inps, che dovrebbero arrivare dal primo gennaio 2016, e per la proroga del contributivo donna, possibile, secondo la senatrice del Pd Manassero, grazie a quei 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004, al momento dell'entrata in vigore del regime sperimentale donna, ma sempre rimandata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il