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Pensioni ultime notizie tra quota 100, assegno universale piano Renzi e Boeri seppur deciso sembra subirà importante ritardo

Piani interventi pensioni definiti ma tre ostacoli difficili ancora da superare: quali sono e quando potranno effettivamente essere approvate novità?




Assegno universale per gli over 55 e contributo di solidarietà per le pensioni elevate, prepensionamento con calcolo contributivo degli assegni finali,  unificazione e armonizzazione dei trattamenti pensionistici senza disparità tra categorie di lavoratori ed eliminando le ricongiunzioni onerose, possibilità di continuare a versare contributi anche una volta in pensione in modo da aumentare il valore del trattamento finale: queste sono le novità pensioni contenute nel piano presentato dal presidente dell’Inps Boeri, un piano che, seppur scontenta alcuni esponenti politici, sembra essere stato particolarmente apprezzato dai cittadini, almeno secondo le ultime notizie di sondaggi e forum online.

Nulla nel piano Boeri su quota 100 o piano Damiano, perché troppo costosi secondo il presidente dell’Inps, nulla nemmeno su mini pensione e ha bocciato anche la staffetta generazionale, che però è prepotentemente tornata in discussione con la riforma della P.A. e per cui potrebbero prospettarsi buone possibilità di approvazione. Accanto alle misure del piano Boeri, i tagli del commissario della spending review Gutgeld, in parte contenuti già nel Def.

Si tratta infatti di interventi negativi su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, baby pensioni, già annunciati e ormai quasi pronti all’approvazione definitiva che, insieme alle misure proposte dal presidente dell’Inps, rappresenterebbero il primo passo per intervenire su pensioni e sistema previdenziale. Prossimo step sarà quello di definizione di un progetto completo di intervento sulle pensioni a 360 gradi, situazione economica permettendo.

Tutto sembra dunque definito, eppure tutto è ancora bloccato e fermare gli interventi sulle pensioni tre principali cause: la prima sono i risultati dei sondaggi sul governo Renzi, sempre più in calo e che bisogna far risalire, magari con il minimo compromesso della proroga del contributivo donna,; la seconda è, come spesso ribadito, la mancanza di soldi, molti dei quali servono per chiudere partite necessarie, come i risarcimenti ai pensionati e l’aumento degli stipendi degli statali, e altri per gli interventi della Manovra Finanziaria; e la terza continua ad essere la contrarietà dell’Ue, ancora da studiare se si aprirà o meno a possibili modifiche. Si tratta, dunque, di ostacoli che potrebbero ritardare ancora ogni intervento sulle pensioni seppure ben delineato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il