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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: serve crescita costante e dati economia settimana sono negativi

Serve una crescita economica costante per intervenire sull’attuale pensionistica ma le novità continuano ad essere negative: le ultime notizie




Per riuscire ad intervenire con modifiche sull’attuale legge pensionistica è necessario, come spiegato diverse volte, che la situazione economica italiana registri una crescita continua e costante, le novità degli ultimi giorni confermano tale necessità, ma le ultime notizie in merito sono, invece, negative.

L’economia italiana sembra, infatti, in stallo, bloccata in un impasse da cui è molto difficile uscire e il cui andamento è particolarmente altalenante e confuso: se, infatti, nei primi tre mesi del 2015 il Pil è tornato a salire e le famiglie sono tornate a risparmiare, l’occupazione sale e scende, il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record e l’industria italiana, che nel maggio scorso ha registrato un ritorno alla crescita del fatturato, registra ora una diminuzione sensibile degli ordinativi.

Secondo gli ultimi dati Istat, volgendo lo sguardo ad altri settori di attività economica e su base tendenziale, l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, ha segnato variazioni positive importanti nei settori della fabbricazione di mezzi di trasporto (+12,5%), della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a (+7,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,9%); mentre le variazioni negative hanno riguardato attività estrattive (-38,2%), fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,7%) e industria del legno, carta e stampa (-1,7%).

E’ certamente chiaro come un andamento così altalenante dell’economia non riuscirà a permettere al governo di attuare interventi volti al rinnovamento del Paese, e non solo per le pensioni. La materia previdenziale, però, potrebbe essere quella che maggiormente risentirà ancora di un’economia debole e la speranza è che fino alla prossima Manovra Finanziaria qualcosa cambia, magari grazie a maggiori aperture e disponibilità a nuovi margini di intervento da parte dell’Ue.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il