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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, part-time necessari. Sondaggio lavoratori italiani

Crolla la fiducia di lavoratori e disoccupati nei confronti delle politiche adottate. La riforma pensioni è ferma al palo. Le ultime notizie.




Qual è la fiducia economia nei confronti del governo Renzi? E il clima sociale che si respira nel Paese? Le mancate novità sul fronte delle pensioni non rappresentano certamente un buon biglietto da visita, ma a cercare di vederci più chiaro ci ha provato l'associazione Bruno Trentin che ha commissionato un sondaggio ad hoc al centro studi Tecnè. Ebbene, la tendenza è di un vero e proprio crollo della fiducia. A sorprendere è piuttosto il coinvolgimento di tutto lo spettro sociale, dai lavoratori stabili a quelli precari, dai disoccupati ai pensionati. Fino a che punto avrà influito l'inerzia nel modificare l'attuale legge previdenziale.

Non hanno trovato spazio le soluzioni fin qui prospettate, dall'assegno universale al part time dei lavoratori più anziani per favorire la staffetta generazionale, passando per l'applicazione di quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, alla proposta dell'uscita dal mondo del lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% per chi esce in anticipo. Qualcosa potrebbe comunque muoversi con la prossima manovra finanziaria.

E che dire del flop dell'operazione Tfr in busta paga? Presentata dal governo come una delle soluzioni per rilanciare i consumi, solo una minima e trascurabile percentuale dei lavoratori italiani ha scelto di farsi anticipare la liquidazione. Il motivo è semplice. le quote sono soggette a tassazione ordinaria e non a quella separata, più favorevole, prevista sulle liquidazioni di fine carriera. Tanto per fare qualche esempio sulle stime di calcolo, se per i lavoratori con un reddito fino a 15.000 euro il diverso trattamento fiscale non provocherebbe aggravi eccessivi, al di sopra di questa soglia invece l'aumento di tasse può arrivare anche a 600 euro l'anno per chi ha 90.000 euro di reddito.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il