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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: solo una cosa dopo due anni e pure temporanea fatta da Lega, Pd, M5S, Fi

Cosa è stato fatto dal governo Renzi in questi anni per modificare l’attuale legge pensionistica e quali prospettive? Le ultime notizie




Alle soglie delle vacanze estive, anche per il governo, e tra le tantissime riforme e leggi in discussioni potrebbe sorgere una curiosità e chiedersi a che punto si è arrivati con la questione pensioni? La risposta è piuttosto semplice: a nessuno. Tutto è bloccato, non c’è alcuna novità concreta, dal primo gennaio, esattamente come previsto dall’attuale legge pensionistica, i requisiti per andare in pensione saliranno ancora, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, e i pochi cambiamenti fatti sono circoscritti, sia nel tempo e sia a determinate categorie di lavoratori.

L’unica novità infatti approvata per cercare di modificare l’attuale legge previdenziale è stata la cancellazione delle penalizzazioni per i precoci che decidono di andare in pensione prima. E’ una misura contenuta nella Manovra Finanziaria 2014 ma che è solo transitoria, valida solo fino al 2017. Se fino ad allora le cose, in generale, non saranno cambiate, torneranno ad essere applicate decurtazioni sugli assegni finali dei precoci che lasciano prima il lavoro. Nulla di così buono poi. E per il resto tutto è bloccato: ogni proposta avanzata da Pd, Forza Italia, Lega, M5S da piani di prepensionamento con quota 100, mini pensione, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, ad aumenti delle pensioni minime (a mille euro come proposto da Berlusconi) è ancora in discussione o è stata già bocciata.

E a bloccare ogni intervento sono soprattutto mancanza di risorse economiche e ostacolo Ue, da sempre contraria a modifiche sulle pensioni. Insieme alla ‘piccola’ misura della cancellazione delle penalizzazioni per i precoci fino al 2017, ci sono poi altre misure, come part time e proroga contributivo donna, che potrebbero essere realizzate ma su cui si temporeggia ancora. Per quanto riguarda il part time, è stato approvato un emendamento alla riforma della P.A. che prevede il ‘riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche’ e il part time con riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione, ma che prevede il versamento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori che decidono di passare al part time fino al raggiungimento dei normali requisiti.

Ma questa condizione non rende certamente vantaggioso per il lavoratore più anziano passare al part time e lasciare il posto di lavoro ad un giovane impiegato, il che significherebbe non dare alcuna nuova spinta al mercato del lavoro, per cui sarebbe una misura inutile così formulata. Meglio andrebbe se, come proposto dallo stesso ministro Madia, il pagamento dei contributi dei lavoratori che decidono di passare al part time restasse a carico dello Stato.

E poi c’è la questione del contributivo donna: tutti i partiti politici, da Pd a Lega e M5S soprattutto premono perché questo regime venga prorogato fino al 31 dicembre 2015 ed anche oltre. Ma i tecnici del Tesoro hanno sempre bloccato tale possibilità per mancanza di risorse economiche. Eppure, come spiegato dalla senatrice del Pd Manassero, si potrebbero usare quei 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004 il regime di pensione delle lavoratrici donne, motivo per il quale, dunque, non esisterebbe alcun problema economico.

Eppure nulla è stato fatto e al momento nemmeno si farà: dopo anni di discussioni non è, dunque, stato fatto ancora nulla di reale e probabilmente ogni intervento importante, vale a dire piani di prepensionamento, potrebbe essere rimandato anche oltre la Manovra Finanziaria che, invece, tempo fa era stata fissata come prossimo traguardo per novità pensionistiche. Molto, però, come spesso ribadito, dipenderà dall’andamento economico del nostro Paese e se per qualche mese ancora la situazione dovesse essere negativa anche quest’anno, come l’anno scorso, potrebbe chiudersi senza alcuna novità previdenziale. E l’anno prossimo di ricomincerebbe.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il