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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensione, contributivo. Seppur leggi riforma entro estate, niente a inizio ferie arrivato

Avrebbero dovuto essere pronte entro l’estate nuove leggi pensioni da ministro del Lavoro e governo per essere poi analizzate dal Tesoro ma ancora nulla: le novità




Avrebbero dovuto essere pronte entro l’estate per poi essere discusse e studiate dal Tesoro al rientro alle vacanze estive ed essere inserite nella prossima Manovra Finanziaria nuove leggi per le pensioni, ma ancora ad oggi, fine luglio, nessuna novità è stata annunciata e probabilmente nessuna lo sarà. Manca il tempo, mancano le condizioni, manca un compromesso tra forze politiche e sociali, premier Renzi, presidente dell’Inps Boeri e commissari per la spending review sulle misure prioritarie e sulla definizione di quali eventualmente proporre ufficialmente e tutto è ancora molto vago e confuso.

Si tratta di una confusione che certamente non favorisce la messa a punto di alcuna novità e mentre il ministro del Lavoro Poletti aveva annunciato nuovi interventi sulle pensioni proprio nella prossima Manovra, ora il premier Renzi smentisce ed anzi pensa ad un altro piano di lavoro: partire cioè prima dalla definizione di una legge povertà, per poi arrivare a modifiche pensionistiche che, a questo punto, verrebbero rimandate al 2016.

Eppure il contributivo donna semrbava quasi realtà, ma ancora bloccato dal Mef, e il piano pensioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, in cinque punti è stato presentato, seppur manchi di particolari dettagli, da definire ancora con premier Renzi e ministri dell’Economia e del Lavoro Padoan e Poletti, ma manca una legge ufficiale.

Il piano prevede una cosiddetta “rete di protezione” per coloro che hanno più di 55 anni, e quindi l’assegno universale per gli over 55 e un contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate; unificazione dei trattamenti pensionistici Inps, Inpdap ed Enpal, e tra regimi diversi, compresa la gestione separata,e cancellazione delle ricongiunzioni onerose che penalizzavano i lavoratori più mobili; armonizzazione tra i trattamenti delle diverse categorie di pensionati, e stop ai vitalizi dei politici; possibilità per i lavoratori di andare in pensione prima accettando un assegno finale risultato esclusivamente dei contributi versati durante la propria vita lavorativa; e possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta in pensione.

Tutto, dunque, è stato messo su carta, ma manca la definizione di quei dettagli che dovrebbero trasformare il piano di Boeri in un legge di modifica delle pensioni e del sistema pensionistico attuale. I tempi stringono, però, e certamente tutto sarà rimandato a dopo l’estate e probabilmente anche oltre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il