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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: i temi trattati e le discussioni domani giovedì 30 Luglio in Commissione

Giovedì prossimo 30 luglio torna a riunirsi la Commissione Lavoro per parlare nuovamente di pensioni e probabili modifiche: le ultime notizie




Giovedì prossimo 30 luglio, proprio una settimana prima della pausa estiva, torna a riunirsi la Commissione Lavoro, nuovamente per discutere di pensioni, soluzioni e modifiche previdenziali anche se le novità saranno probabilmente nulle, esattamente come a nulla hanno portato finora tanto le precedenti riunioni in Commissione, quanto gli altri incontri tenutisi tra ministro del Lavoro Poletti e sindacati  quanto quelli tra questi ultimi e Boeri. Durante questi incontri, a fronte delle richieste dei sindacati, il ministro Poletti ha nuovamente ribadito che il governo sarebbe a lavoro su nuove proposte di modifiche alle pensioni, eppure le ultime notizie confermano che al momento quelle leggi che avrebbe dovuto presentare al governo prima dell’estate in modo da discuterne subito dopo e inserirle nella prossima Manovra Finanziaria d’autunno, non ci sono.

Ma, secondo la leader della Cgil Susanna Camusso, servono cambiamenti perchè “Non si può andare in pensione solo a 67 anni, ci vuole flessibilità senza grandi penalizzazioni. Occorre anche tenere conto della somma dei contributi e dei lavori che non sono tutti uguali”. I sindacati puntano a rimettere mano sull’attuale legge chiedendo maggiore flessibilità a partire dai 62 anni senza penalizzazioni sull’assegno finale, o con quota 100, l’uscita per i lavoratori precoci con 41 anni di contributi, particolari misure a sostegno delle pensioni minime e soluzioni definitive per gli esodati.

Probabilmente nella riunione di giovedì si tornerà a parlare di piani pensioni, da quello del capogruppo della Lega alla Camera Fedriga che, per esempio, ha rilanciato sull’uscita prima con penalizzazioni con quota 100, in modo da lasciare al singolo lavoratore la decisione di quando andare in pensione. Ma a differenza del piano Damiano, di uscita a 60 anni di età con 40 di contributi, 61 anni con 39 di contributi e così via, la proposta di quota 100 avanzata dalla Lega è quella dell’onorevole Prataviera che prevede il raggiungimento di un minimo di 35 anni di contributi versati o un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni, permettendo, invece, di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

La deputata del Pd Gnecchi rilancia, invece, sulla necessità di proroga del contributivo, non solo per consentire alle donne lavoratrici di andare in pensione prima, ma anche per permettere un rilancio occupazionale delle più giovani. E forse nell’incontro di giovedì la questione potrebbe tornare in discussione anche perché i deputati Merlo e Borghese hanno presentato una nuova interrogazione al ministro del Lavoro Giuliano Poletti per chiedere la chiusura di questa partita.

A bloccare finora la proroga di questo regime la mancanza, più volte ribadita, della mancanza di risorse, anche se queste risorse, come specificato dalla senatrice del Pd Manassero, ci sarebbero, visto che si potrebbero utilizzare i 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004, al momento dell'entrata in vigore del contributivo donna.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il