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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: quota 100, assegno universale. Se c'è pur accordo,ostacolo finale Mef arriva sempre

Da quota 100 ad assegno universale a proroga del contributivo donna: i piani di modifica sulle pensioni bloccati dal Tesoro. Le novità




Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha presentato settimane fa il suo piano pensioni in cui non rientra però il piano di prepensionamento con quota 100. Troppo costoso: secondo Boeri servirebbero, infatti, circa 10,6 miliardi di euro fino al 2019. Ma non si tratta di una novità: da sempre infatti Ministero dell’Economia e Ragioneria di Stato bloccano qualsiasi intervento sulle pensioni. Secondo le ultime notizie, è stato bloccato l’emendamento sul part time della riforma della P.A. che prevedeva il versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori che scelgono il part time a carico dello Stato.

Anche in questo caso il provvedimento risulterebbe troppo costoso per lo Stato e si è modificato il testo, prevedendo che sia il lavoratore stesso a versarsi i contributi previdenziali mancanti fino al raggiungimento della pensione normale. La mancanza di risorse economiche è anche ciò che ostacola l’introduzione dell’assegno universale per tutti: nel piano Boeri, infatti, l’assegno universale è limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono andare in pensione ancora. L’intenzione, invece, di M5S e altri partiti politici è quello di estenderlo a tutti.

Il Tesoro blocca da sempre anche il pensionamento dei quota 96 della scuola così come la proroga del contributivo donna, per timore di spese elevate. Eppure tra gli obiettivi primari del governo c’è proprio quello di prorogare questo regime, considerando poi che le risorse ci sarebbero, visto che la senatrice del Pd Manassero, ha chiaramente spiegato che potrebbero essere impiegati quei 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004 per l'entrata in vigore del regime.

Nessun problema economico, dunque, che ostacoli la possibilità per le donne di andare in pensione ancora fino al 31 dicembre 2015 a 57 anni, o a 58 anni per le autonome, con 35 anni di contributi e pensione ridotta calcolata esclusivamente con sistema contributivo. Ma non solo: anche la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, che non richiederebbe l’impiego di fondi ulteriori, è ostacolato dal Tesoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il