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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: costi imprevisti per pensioni aumentano sempre di più realmente

Le spese obbligatorie non previste cui il governo deve far fronte: secondo le ultime novità serviranno ingenti risorse e si allontanano sempre più le modifiche pensioni




Tra le discussioni di riforme e leggi da approvare, si inizia a parlare finalmente in termini concreti di Manovra Finanziaria. Entro settembre le novità che dovranno poi essere approvate ad ottobre. La Manovra dovrebbe avere un valore minimo di 25 miliardi. Secondo le ultime notizie, oltre ai 10 miliardi di tagli alla spesa già pensati per sterilizzare le clausole di salvaguardia da oltre 16 miliardi, si aggiungono adesso le risorse necessarie, almeno 5 miliardi per il 2016, per rispettare le promesse fiscali fatte dal premier Renzi, vale a dire tagli alle tasse, che dovrebbero prevedere anche quelle sulla prima casa dal 2016.  

I tecnici della spendign review sono a lavoro per definire un piano tagli che riesca a far quadrare i conti, anche se poi il governo ha spese da sostenere e obbligatorie che non erano state messe in conto nei piani di lavoro. E’, per esempio, ‘spuntato’ il problema dei pagamenti eventuali delle pensioni di reversibilità dopo l’imposizione dell’Ue all’Italia per il riconoscimento delle coppie gay. La questione delle unioni civili si accavalla, dunque, con quella delle pensioni di reversibilità, aprendo nuovi fonti di discussione e portando a mettere in conto ulteriori spese.

Certamente riconoscere alle coppie di fatto dello stesso sesso la pensione di reversibilità avrà un costo e ci si chiede quale. Il Mef smentisce allarmi, però, perché secondo alcune previsioni, se entro la fine dell’anno venisse approvato il ddl Cirinnà, la spesa per le pensioni di reversibilità in caso di unioni civili, sarebbe di 3,5 milioni per il 2016 per poi salire a sei milioni per il 2017 ed arrivare gradualmente, una volta a pieno regime (quindi verosimilmente nel 2027), a 20 milioni.  Cifre cui si aggiungono i fondi necessari per la salvaguardia di ulteriori esodati non previsti.
 
E non solo: servono necessariamente risorse anche per rispondere alla sentenza dell’Alta Corte sui rimborsi ai pensionati per la mancata perequazione dei trattamenti pensionistici nel biennio 2012-2013 sulle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo. L’Alta Corte ha infatti dichiarato incostituzionale la norma e dal primo agosto partiranno i primi rimborsi. Gli adeguamenti per il 2012 e 2013 sono pari al 40% dell'inflazione per gli assegni di importo compresi tra tre e quattro volte il trattamento minimo; al 20% per gli assegni di importo superiore a quattro volte ma inferiore a cinque volte il minimo; e al 10% per quelli di importo superiore ma inferiore a sei volte il trattamento minimo.

Agli assegni di importo superiore  sei volte il minimo non viene riconosciuto alcun adeguamento. Le percentuali saranno applicate a un indice inflattivo dell'1,1% per il 2014 e dello 0,20% per il 2015 (valore definitivo).  La misura, che sarà ancora da definire per i rimborsi successivi, prevedrà l’impiego milioni e milioni di euro, spese dunque obbligatorie, o quasi, che il governo non prevedeva, senza contare che serviranno ulteriori soldi per lo sblocco dell’aumento degli stipendi degli statali, e che certamente rallenteranno sempre più l’approvazione di novità pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il