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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: politici in favore quota 100,assegno universale meno forti con riordino Commissioni

Dopo rimpasto presidenti Commissioni nessuna buona notizia sui piani di modifica alle pensioni: le novità e cosa succederà




Il rimpasto dei presidenti delle Commissioni, decisi dal premier Renzi, ha visto lasciare i propri posti ai vertici di tutti gli esponenti dei vari partiti politici. Le ultime notizie hanno infatti confermato la nomina solo di esponenti del Pd e minoranza. Nessuno, dunque, di Lega, M5S, Forza Italia. Sono stati, infatti, sostituiti tutti i presidenti di Forza Italia e tra le novità c'è anche Maurizio Bernardo di Ap, eletto presidente della Commissione Finanze della camera al posto dell'uscente Daniele Capezzone. Ma la nomina di presidenti della minoranza Pd non è certo cosa positiva, considerando che Renzi stesso ha posti la condizione di nomina a patto che la minoranza Pd, in futuro, non si renda più protagonista di quei dissensi manifestati finora, come accaduto per Legge elettorale o Jobs Act.

Questo significa aumentare la libertà di lavoro di Renzi stesso e non rafforzare quella della minoranza Pd. In questo contesto è, dunque, semplice capire come determinate modifiche all’attuale legge pensionistica subiranno una battuta d’arresto piuttosto che essere spinte proprio da chi ne aveva proposto l’approvazione.  Ne è un esempio chiaro il piano di quota 100, proposto da Cesare Damiano, riconfermato presidente della Commissione Lavoro.

Fino a qualche tempo fa, sostenuto anche dalla Lega e dai sindacati, si pensava che fosse il sistema ideale da approvare per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima scegliendo l’età di uscita dal lavoro, purchè la somma tra età anagrafica e contributiva dia come risultato 100. Ad oggi, invece, il dietrofront: troppo costoso come piano, come spiegato anche dal presidente dell’Inps Boeri, e non rientrante tra le priorità di interventi sulle pensioni.

Nel dibattito pensionistico della continua sfida ‘modifiche sì modifiche no’ anche l’assegno universale: la misura rientra nel piano pensioni presentato dal presidente dell’Inps Boeri modulato, però, limitatamente agli over 55 che perdono il lavoro e non possono ancora andare in pensione. Il M5S, così come altri esponenti politici, ritengono, invece, che questa misura debba essere estesa a tutti e non circoscritta, ma le nuove nomine delle Commissione, che non contemplano alcun grillino, difficilmente riusciranno a portare avanti questa ‘battaglia’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il