Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: quota 100, assegno universale realizzabili con progetto Fisco Unico allo studio

Piani di interventi sull’attuale legge pensionistica potrebbero essere favoriti dall’introduzione della nuova eurotassa pensata per realizzare un fondo speciale dell'eurozona: cosa cambierebbe

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Piani di interventi sull’attuale legge pensionistica potrebbero essere favoriti dall’introduzione della nuova eurotassa pensata per realizzare un fondo speciale dell'eurozona e affrontare ogni emergenza di bilancio di un Paese membro: la novità di un fisco europeo proposto dal ministro delle Finanze tedesco Schaeuble aprirebbe nuove possibilità di intervento sulle pensioni. L’Eurotassa dovrebbe finanziare un nuovo fondo anti-crisi, dopo il fallimento del piano Juncker, e dalle notizie trapelate non si tratterebbe di un’imposta ad hoc, applicata direttamente sui contribuenti.

In realtà, non si capisce, se la novità proposta sarà una nuova tassa vera e propria o un aumento di alcune tasse. Oggi, gli Stati finanziano il Bilancio europeo con l’1% dell’Iva e per coprire il nuovo fabbisogno si prevede lo stanziamento di un minimo dell’1,25% dell’Iva e di una parte dell’Irpef. Se così fosse, la misura controbilancerebbe, in negativo, l’annunciato piano di Renzi di riduzione della pressione fiscale, dalla cancellazione delle tasse sulla prima casa, alla riduzione dell’imposizione sulle imprese nel 2017 e dell’Irpef nel 2018.

Ma, d’altro canto, avendo un fondo più cospicuo da destinare ad armonizzare i sistemi fiscali, si potrebbero avere tasse più basse in Italia in cui la pressione fiscale è altissima ed anche modifiche alle pensioni, sia per abbassarne l’età, troppo alta attualmente, sia per aumentarne il valore dell’assegno finale.

E si tratta di interventi necessari, considerando che il sistema previdenziale italiano è forse il più rigido d’Europa: l’età pensionabile è alta, oggi fissata a 66 anni e tre mesi ma destinata a salire dal primo gennaio 2016, in virtù dell’aumento dell’aspettativa di vita,  e così via di tre mesi ogni due anni, fino ad arrivare, secondo le stime, ai 69 anni e 9 mesi nel 2050, limite che ovviamente risulta troppo rigido, senza considerare poi i valori dei trattamenti finali, la maggior parte dei quali sono inferiori ai mille euro, e alcuni anche a 500.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il