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Pensioni novità quota 100, contriobutivo donna, uomini mini pensione, assegno universale. Oggi incontro Commissione giovedì

Tra le novità al centro del dibattito sulle pensioni ci sono il contributivo donna e il taglio della spesa previdenziale. Ecco le novità.




La questione delle pensioni continua a rimanere centrale nel dibattito politico. In particolare, le ultime notizie raccontano come continua a essere alta l'attenzione sul contributivo donna ovvero la sperimentazione introdotta dalla legge 243 del 2004, la cosiddetta legge Maroni. In pratica, alle donne che maturano 57 anni di contributi (58 le autonome) e 35 di contributi entro il 2015 viene concesso di andare in pensione con un assegno calcolato però solo sui contributi versati. Due circolari Inps (35 e 37 del 2012) hanno ridotto il potenziale accesso, tagliando fuori 6.000 aspiranti pensionate. Ai requisiti di legge le circolari hanno aggiunto la necessità di un anno in più di lavoro e altri tre mesi legati all'aspettativa di vita.

Le ipotesi più ottimistiche prevedono il prolungamento di questa possibilità e l'allargamento anche agli uomini, ma naturalmente occorre fare i conti con la disponibilità economica. La stessa che ha finora impedito l'applicazione di quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, l'introduzione della staffetta generazionale per legge o l'attuazione della proposta di legge che prevede l'uscita dal mondo del lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% per chi sceglie di uscire con qualche anno di anticipo.

A ogni modo, ogni cambiamento passa dalla capacità di tagliare la spesa pubblica, anche quella previdenziale in riferimento agli assegni di invalidità e di reversibilità così come al cumulo degli importi. Come spiegato al quotidiano la Repubblica da Yoram Gutgeld, commissario alla spending review, l'idea è di dare servizi di maggiore qualità "non di fare macelleria sociale. Come già previsto dalla delega Madia sulla pubblica amministrazione stiamo lavorando per esempio sulle forze di polizia. Ci vuole maggiore coordinamento tra i principali corpi generalisti, carabinieri, polizia e Guardia di finanza. L'obiettivo è quello di evitare sovrapposizioni".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il