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Pensioni ultime notizie Renzi e dichiarazioni diretta su pensioni alla Festa del Pd: ha tralasciato un punto importante

Aumento delle pensioni minime e revisione dei requisiti di uscita dal lavoro tra gli obiettivi pensioni del premier Renzi: ma quali altre novità?




Dopo tanti incontri e discussioni sulle pensioni in cui tutto è stato definito ma nulla concretamente approvato, il premier Renzi, in occasione della Festa dell’Unità, è tornato di questione previdenziale annunciando novità che, si spera, possano diventare realtà. Secondo le ultime notizia il premier sarebbe, nuovamente, intenzionato ad intervenire sulle pensioni minime e le tasse. Il suo discorso alla Festa dell’Unità è stato incentrato innanzitutto sulla necessità di ridurre le tasse, dall’abolizione delle tasse sulla prima casa, ai successivi tagli di Ires, Irpef. Poi la questione pensioni.

Due gli interventi previdenziali necessari secondo Renzi, ma non certo nuovi, vale a dire aumento degli assegni più bassi per consentire ai pensionati una vita dignitosa, considerando che oggi la maggior parte di loro vive con meno di mille euro al mese, e una revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, “perchè si vive più a lungo e chi vuole deve poter andare in pensione un pò prima”.

Manca, però, il riferimento ad un terzo intervento di cui ha esaltato la necessità nelle scorse settimane, vale a dire, quel piano di interventi negativi su baby pensioni, pensioni di reversibilità, cumulo, invalidità che consentirebbero di accumulare risorse economiche aggiuntive per successivi interventi pensionistici o che permetterebbero di chiudere questioni cruciali. Non si tatta di obiettivi di cambiamento del tutto nuovi considerando che se ne parla da tempo ma dallo stesso tempo sono novità bloccate a causa, soprattutto di tre cause.

La prima sono i risultati dei sondaggi sul governo, sempre più in calo, motivo per cui Renzi non ha toccato l’argomento degli interventi negativi che, in un momento delicato come quello attuale, non verrebbero compresi dai cittadini che, probabilmente farebbero fatica a inquadrarli in un’ottica di redistribuzione equa delle risorse; la seconda è la mancanza di risorse economiche.

Servono oltre 10 miliardi di euro per le coperture della prossima Manovra Finanziaria, soldi cui si aggiungono quelli necessari per chiudere questioni urgenti  come il risarcimenti ai pensionati e gli aumenti degli stipendi degli statali. E, infine, c’è da considerare il grande ostacolo dell’Ue, da sempre contraria a interventi pensionistici. La speranza è che si possano aprire nuovi scenari di margini di manovra concessi in modo da intervenire in maniera flessibile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il