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Pensioni ultime notizie Renzi della settimana speranze reali poche davvero e diverse prospettive sono fallite

Ancora negative le novità pensioni di questa settimana che precede la pausa estiva: cosa aspettarsi? Le ultime notizie




Tutti quasi pronti alla pausa estiva, dall’8 agosto saranno sospesi i lavori del governo e le novità ad oggi non sembrano essere positive e concrete sulle pensioni né tanto meno su altre questioni. Le ultime notizie confermano, infatti, una difficilissima situazione per il governo, con il premier Renzi che non riesce a prendere i voti necessari e ad avere il consenso dell’intero suo Pd e se continuasse così è possibile che cada, anche se è stato lui stesso più volte a ribadire che questo epilogo non accadrà e che sarebbe pronto ad andare avanti anche da solo. Ma se cadesse davvero, la battaglia si giocherebbe anche sulle pensioni e potrebbe profilarsi la possibilità di un vero cambiamento.

L’ultimo ‘fallimento’ del governo è stato il voto in Senato sulla riforma della Rai: la maggioranza è stata battuta sulla delega per il canone e la sinistra Dem ha votato con M5S e Forza Italia. Preoccupato il residente del partito Matteo Orfini, secondo cui “Se il voto in dissenso dal gruppo diventa non un'eccezione limitata a casi straordinari ma una consuetudine, significa che si è scelto un terreno improprio per una battaglia politica”. Preoccupata anche il ministro Boschi e in effetti questa situazione non crea certo un ambiente di lavoro sano e comune. La situazione, dunque, è complicata e non solo politicamente all’interno del Pd ma anche dal punto di vista economico.

Gli ultimi dati resi noti testimoniano una povertà crescente, una disoccupazione, soprattutto giovanile, ancora dilagante e il costante calo della fiducia di famiglie e imprese. I dati sono così neri che il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che senza un’adeguata politica di crescita serviranno 20 circa all’Italia per tornare a livelli pre crisi. E ad allarmare ancor di più sono i numeri che interessano il Mezzogiorno: dal recente rapporto della SVIMEZ, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, la situazione del Sud Italia è molto grave e il suo Pil si è ridotto dell'1,3% nel 2014 contro lo 0,2% del Centro-Nord.

Al Sud si è, inoltre, ridotta la produzione industriale, la situazione occupazionale risulta davvero allarmante e se nel Centro-Nord i consumi hanno ripreso a crescere (+0,6 per cento nel 2014), al Sud continuano a ridursi, l’anno scorso dello 0,4%. Anche il presidente della Bce, Mario Draghi, ha confermato una situazione economica italiana grave, spiegando che è ultima tra i dodici Paesi europei membri che sin da subito sono passati all’euro. Ed è proprio in questo allarmante contesto che da qualche giorno Renzi ha deciso di cambiare strategia di lavoro. Fino a qualche giorno fa si parlava di mettere in atto innanzitutto interventi negativi di tagli che avrebbero permesso il recupero di nuove risorse economiche per ulteriori interventi successivi.

Sarebbero state toccate baby pensioni, pensioni di reversibilità, cumulo, invalidità, ma anche detrazioni e agevolazioni fiscali, come del resto al vaglio dei tecnici della spending review. E se in quest’ultimo caso i primi passi sono stati già mossi con i primi tagli approvati alla sanità, per quanto riguarda le pensioni, è dubbio il piano di tagli al vaglio al momento e l’attenzione di Renzi si è spostata innanzitutto su un piano di taglio delle tasse per famiglie e imprese. Questa operazione dovrebbe costare circa 80 miliardi di euro ma è necessario trovare prima i 20 miliardi di euro necessari per le coperture della prossima Manovra Finanziaria.

Con l’annunciato piano di taglio delle tasse sembravano passate, di nuovo, in secondo piano le pensioni. Ma qualche giorno fa, in occasione della Festa dell’Unità, a sorpresa, Renzi è tornato a parlare direttamente di pensioni, sottolineando che sarebbero due in particolare le modifiche da approartare al nostro sistema previdenziale, vale a dire necessario aumento delle pensioni minimi e modifiche dei requisiti di accesso alla pensione per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima, su base volontaria, rispetto all’attuale soglia stabilita.

Sono parole che, per chi attende speranzoso novità sulle pensioni, aprono nuovi spiragli ma c’è da fare attenzione alle delusioni, sempre ormai dietro l’angolo. Sono già state, infatti, deluse le aspettative di coloro che attendevano la discussione sulla riforma della P.A. con l’auspicio di una svolta per il part time, ancora fallita, che avrebbe interessato non solo i lavoratori statali ma anche i privati. Delusione anche dopo l’approvazione del decreto enti locali, in cui sono tramontati i prepensionamenti per i dipendenti pubblici in esubero delle Province a favore di piani di mobilità.  

Nulla di fatto, inoltre, nella riunione di giovedì scorso in Commissione Lavoro su proroga del contributivo donna e richieste per i cosiddetti quindicenni. In realtà, la Commissione si è riunita martedì ma solo giovedì è emerso che la questione pensioni non sarebbe stata proprio toccata. E al nulla di fatto concreto, in generale, si affianca la contrarietà del Tesoro che continua ad essere ostile a modifiche pensionistiche e gli stessi partiti che in questi mesi sono stati protagonisti del dibattito previdenziale non parlano più, avendo già proposto e rilanciato ipotesi ma non capendo più quale sia la strada di lavoro che si intende seguire. Manca, dunque, quella convergenza politica necessaria per mettere a punto soluzioni condivise, e universali.

Tace in questi ultimi giorni anche il presidente dell’Inps Boeri che, pur essendo stato l’unico finora a dare il via reale a modifiche previdenziali, ora sembra essersi bloccato, ma non a causa della sua volontà. Sembra avere le mani legate a causa delle contingenze collaterali, degli appoggi, e non, politici, della disponibilità di risorse economiche. Ma potremmo pensare anche che con i primi tagli approvati alla sanità stia in realtà iniziando il piano Renzi-Boeri che per prima cosa aveva intenzione di rivedere le detrazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il