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Pensioni ultime notizie Renzi fondi ci sono e c'erano se taglio tasse Ŕ vero. ╚ scelta politica

Interventi per un valore complessivo di 80 miliardi di euro ma risorse ancora non impiegate per modifiche pensionistiche: le novitÓ




Diverse le novità ad oggi sulla strategia di lavoro del premier Renzi volta ad un rilancio della crescita del Paese. Il premier ha annunciato una riduzione delle tasse, spiegando che si tratterebbe di una riduzione pari a 50 miliardi in cinque anni, circa 3 punti percentuali di Pil e, considerando che secondo le ultime notizie interventi già approvati, come gli 80 euro o la riduzione dell’Irap, rientrerebbero nel calcolo totale, significa che serviranno nuove coperture per circa 35 miliardi. In tutto, dunque, 85 miliardi. Inoltre, il governo deve al momento recuperare, ed anche in fretta, risorse per 10-15 miliardi per scongiurare nuovi aumenti Iva, legati alle cosiddette clausole di salvaguardia.

Ed ecco spiegato il motivo per una necessaria ed attenta revisione della spesa nella spending review, cui stanno lavorando i tecnici Yoram Gutgeld e Roberto Perotti. Di fronte a questi numeri, risulta abbastanza chiaro che è se Renzi pensa di realizzare un intervento che costa circa 80 miliardi, le coperture ci sono e quindi ogni misura si prospetta come una scelta strategico-politica. Tagliare, dunque, le tasse, con le risorse disponibili, per poi procedere a interventi successi.

Ma proprio nell’ambito di questa strategia politica, intervenire sulle pensioni per rilanciare l’occupazione, soprattutto giovanile, sarebbe stata certo una mossa vincente, su cui però ancora non si punta concretamente. Se, infatti, le risorse sarebbero disponibili, non sussisterebbe il problema dei costi per i piani di prepensionamento al momento bloccati. Il punto è che, come già accaduto in altri momenti, si preferisce impiegare le risorse disponibili in interventi che vengono considerati prioritari rispetto alle pensioni, anche se modificarne i requisiti potrebbe portare benefici importanti.

Permettere, infatti, ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, comunque a fronte di penalizzazioni, offrirebbe nuove opportunità lavorative ai più giovani, rilancio mercato del lavoro, consumi, e quindi l’economia in generale. Ma su questo tutto al momento è fermo e probabilmente nulla in tal senso rientrerà nella Manovra Finanziaria d’autunno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il