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Riforma Pensioni Governo Renzi ultime notizie: tra le tante speranze, solo una è ufficiale grazie a leggi approvate da poco

Leggi pensioni che sembravano essere in procinto di essere approvate bloccate: quali sono le ultime novità e quali le prospettive?




Le novità pensioni di questi ultimi giorni continuano ad essere negative: le ultime notizie riguardano leggi che sembravano essere in procinto di essere approvate ma su cui si è fatto un passo indietro, dal part time, il cui testo è stato modificato prevedendo il pagamento dei contributi previdenziali a carico del lavoratore stesso, per cui i dipendenti pubblici che scegliessero di passare al part time dovrebbe pagarsi i contributi fino al naturale raggiungimento dei requisiti pensionistici normali esattamente come fanno già i lavoratori autonomi.

Altra doccia fredda è arrivata con l’approvazione del decreto enti locali che non ha previsto alcuna forma di prepensionamento per i dipendenti pubblici delle Province in esubero ma soltanto piani di mobilità, anche obbligatoria. Ed anche il contributivo donna risulta al momento ancora bloccato dal Mef esattamente come la cancellazione delle ricongiunzioni onerose che si pensava potesse essere subito fattibile.

E' chiaro, dunque, che se quelle leggi che sembravano quasi approvate sono state ancora bloccate, ancor più lungo sarà il percorso per l'approvazione di ulteriori modifiche. Paradossalmente, l’unica speranza minima di modifiche sembra arrivare dai primi tagli alle detrazioni della sanità che potrebbero far presagire, in un’ottica di lungo periodo, il via al piano Renzi-Boeri di interventi negativi cioè su baby pensioni, pensioni in validità, reversibilità e cumulo, da cui si dovrebbero recuperare le necessarie risorse per poi agire con successivi interventi positivi.

A bloccare al momento ogni cambiamento possibile te motivi fondamentali, dalla continua contrarietà dell’Ue e dei massimi organismi europei a qualsiasi modifica pensionistica, alla mancanza di fondi, che però potrebbero essere recuperati, al calo di consensi nei confronti del governo che potrebbe spingere lo stesso Renzi a rimandare quegli interventi negativi, primari, perché potrebbero non essere compresi dai cittadini.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il