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Pensioni novità settimana tra poca fiducia rimasta e tanti elementi di delusione e negativi

Continuano a susseguirsi solo novità negative che non indicano nulla di buono per imminenti modifiche pensionistiche: le ultime notizie




Le novità necessarie da approvare per modificare l’attuale legge previdenziali sono tante e diverse ma si tratta di un cammino che si preannuncia ancora piuttosto lungo, a causa dei continui ostacoli che si incontrano, dei problemi interni al governo e dello stesso Pd di Renzi, nonché di una situazione economica che non tende al miglioramento. Tutt’altro: le ultime notizie confermano un calo costante della fiducia di famiglie e imprese, un tasso di disoccupazione ancora allarmante e consumi in stallo. E non si tratta certo di elementi positivi che spingono verso ulteriori cambiamenti. In questo contesto si inserisce il nuovo allarme del Fondo Monetario Internazionale, secondo cui senza un’adeguata politica serviranno 20 circa all’Italia per tornare a livelli pre crisi.

L’unica novità che potrebbe essere considerata positiva, lasciando intravedere minimi margini di intervento, sono i primi tagli approvati alla sanità e che potrebbero preannunciare il piano tagli di Renzi e Boeri, al vaglio anche dei tecnici sulla spending review, su pensioni di invalidità cumulo, reversibilità baby pensioni, che nelle loto intenzioni verrebbero attuati per recuperare risorse economiche per interventi positivi per le pensioni e da redistribuire equamente tra tutti, cercando di ristabilire, dunque, equilibrio nel sistema previdenziale attuale.

Il problema, però, è che bisogna prima trovare i 20 miliardi di euro necessari per le coperture della prossima Manovra Finanziaria. Ma, tra ulteriori elementi negativi che non lasciano prevedere modifiche positive alle pensioni e imminenti, il passo indietro su alcune leggi che a inizio settimane sembravano quasi approvate ma poi bloccate. Stiamo parlando del part time, il cui emendamento alla riforma della P.A. è stato sì approvato ma prevedendo il pagamento dei contributi previdenziali a carico del lavoratore stesso, del contributivo donna, che non è stato discusso in Commissione Lavoro così come avrebbe dovuto e che il Mef continua a bloccare, nonostante le risorse per approvarlo ci siano, e dei mancati piani di prepensionamento inizialmente previsti nel decreto enti locali che per i dipendenti pubblici in esubero delle Province ha previsto solo piani di mobilità.

E queste notizie negative, soprattutto in considerazione del fatto che si pensavano novità quasi approvate, chiudono ad ogni altra speranza di intervento, almeno per il momento, condizione sostenuta anche dal fatto che il ministro del Lavoro Polettti aveva annunciato la presentazione di nuove leggi al governo subito dopo l’estate ma di cui non si è più parlato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il