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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: dopo ennesimi dati negativi economici, soluzioni a 360 gradi su più fronti urgenti

Le ultime notizie sull’andamento economico dell’Italia continuano ad essere negative e serve un intervento a 360 gradi su pensioni e non solo: le novità




Le ultime notizie sull’andamento economico dell’Italia continuano ad essere negative e serve un intervento a 360 gradi sia sulle pensioni sia, come annunciato dal premier Renzi, sulla riduzione delle tasse. E sembra che entrambe si possano fare anche perché alcuni interventi sono a costo zero, mentre altri sarebbero finanziati dall’Europa, come salario mininomo e assegno universale,misure, tra l’altro, già presenti in quasi tutti gli altri Paesi europei.

I numeri parlano chiaro: secondo Svimez nelle anticipazioni del Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2015, in tredici anni, dal 2000 al 2013, l'Italia è stato il Paese che è cresciuto meno, +20,6% rispetto al +37,3% dell'area Euro a 18, addirittura meno della Grecia, che ha segnato +24% quale effetto della forte crescita negli anni pre crisi, che è riuscita ad attenuare in parte il crollo successivo.

Situazione decisamente più critica al Sud, che cresce nel periodo in questione la metà della Grecia, +13%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell'Europa a 28 (+53,6%). Dai dati risulta, inoltre, che negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014, le famiglie assolutamente povere sono cresciute a livello nazionale di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. Quanto al rischio povertà, nel 2013 in Italia vi era esposto il 18% della popolazione, ma con forti differenze territoriali: 1 su 10 al Centro-Nord, 1 su 3 al Sud.

La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%). La povertà assoluta è aumentata al Sud rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord. Nel periodo 2011-2014 al sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute di oltre 190 mila nuclei in entrambe le ripartizioni, passando da 511 mila a 704 mila al Sud e da 570 mila a 766 mila al Centro-Nord. A causa della crisi è diminuito anche il tasso di natalità e notizie negative per l'Italia anche dalla Bce: secondo l'ultimo bollettino, ‘la convergenza reale fra le economie dell'area dell'euro dopo l'introduzione della moneta unica è stata scarsa e Roma ha registrato risultati peggiori in termini di crescita del Pil pro-capite’. In Italia, inoltre, si registra un nuovo record della disoccupazione giovanile: secondo l'Istat, infatti, rispetto a giugno 2014 i giovani occupati sono 80mila in meno.

La disoccupazione sale non solo per i giovani ma in generale. In particolare, Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) è pari al 44,2%, in aumento di 1,9 punti percentuali rispetto al mese precedente. Gli occupati 15-24enni sono 22mila in meno rispetto a maggio (-2,5%) e 80mila in meno rispetto a giugno 2014.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il