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Pensioni riforma ultime notizie Governo Renzi: l'aspettativa di vita è la legge più importante da fare entro fine anno

Differenziare a seconda della tipologia di lavoro l’aumento di età pensionabile in base all’adeguamento all’aspettativa di vita: le novità




I dibattiti sulla questione previdenziale continuano ad essere incentrati sulla necessità di modificare i requisiti di accesso alla pensione finale ma le ultime notizie confermano l’urgenza di intervenire anche per cambiare i criteri di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Ma cosa significa? La legge pensionistica in vigore prevede un graduale aumento dell’età pensionabile, ogni due anni, di quattro mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

Questo adeguamento, come attestano le novità, prevede, per esempio, dal primo gennaio 2016 un innalzamento dell’età per andare in pensione di quattro mesi. Ciò significa che per lasciare il lavoro dall’anno prossimo non basterà più raggiungere i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi, età che salirà ancora nel 2019 e così via, fino ad arrivare ad una soglia di uscita dal lavoro, secondo le previsioni attuali, di 69 anni e 9 mesi, cioè quasi 70 anni, una soglia impossibile da raggiungere soprattutto per determinate categorie di lavoratori.

Il problema dell’adeguamento all’aspettativa di vita inizierà a farsi sentire sempre di più a partire dall’anno prossimo e soprattutto per quelle categorie di lavoratori, come usuranti e precoci, che sono già stati fortemente penalizzati dalla legge in vigore e che, se non cambiano le cose, potrebbero esserlo ancora di più.

Per ovviare a questa situazione di disagio ma anche ingiustizia sociale, perché certamente per un manager è più facile andare in pensione a 70 anni rispetto ad un minatore, alcuni deputati Pd hanno chiesto al governo di differenziare i requisiti di accesso alla pensione in base al tipo di attività che si svolge durante la propria vita, di applicare una correzione dell’adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione per evitare l’ingiustizia di una aspettativa di vita uguale tra categorie di lavoratori che poi uguali non sono per niente. E nuove possibilità in tal senso potrebbero effettivamente aprirsi dopo che il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è detto disponibile a considerare tale richiesta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il