BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma enti locali, pubblica amministrazione riforma Concorrenza: spazio per leggi aperti o bloccati

Novità pensioni, anche se non proprio positive, da riforma P.A., enti locali e Concorrenza: cosa prevedono e ultime notizie




Le ultime notizie sulla situazione dell’economia di Italia continuano ad essere negative e diventa sempre più chiaro che serve un intervento a 360 gradi sia sulle pensioni sia, come annunciato dal premier Renzi, sulla riduzione delle tasse. I numeri parlano chiaro: secondo Svimez nelle anticipazioni del Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2015, in tredici anni, dal 2000 al 2013, l'Italia è stato il Paese che è cresciuto meno, +20,6% rispetto al +37,3% dell'area Euro a 18, addirittura meno della Grecia, che ha segnato +24% quale effetto della forte crescita negli anni pre crisi, che è riuscita ad attenuare in parte il crollo successivo.

Si tratta di novità non certo buone che si affiancano alla delusione di leggi che sembravano in via di approvazione ma bloccate all’ultimo minuto. Si tratta del part time contenuto nella riforma della P.A., il cui testo è stato modificato prevedendo il pagamento dei contributi previdenziali a carico del lavoratore stesso e non dello Stato, per cui i dipendenti pubblici che vogliono passare al part time dovrebbero pagarsi i contributi da soli come fanno già i lavoratori autonomi; e dell’approvazione del decreto enti locali che non ha previsto alcuna forma di prepensionamento per i dipendenti pubblici delle Province in esubero ma solo piani di mobilità, anche obbligatoria.

E insieme a queste due importanti decisioni che non fanno prevedere nulla di buono, visto che se sono state bloccate proprio quando sembrava dovessero essere approvate, il contributivo donna è ancora fermo, soprattutto a causa del Mef. Insieme a novità pensioni, seppur per niente positive, derivanti da riforma della P.A. e riforma degli enti locali, arrivano anche quelle della riforma Concorrenza. E’ stato, infatti, approvato un emendamento alla riforma sulla concorrenza sulla portabilità dei fondi pensione riduce da 48 a 24 mesi il periodo di disoccupazione e da 10 anni a 5 anni il periodo mancante alla maturazione dei requisiti anagrafici per il raggiungimento della pensione pubblica anche se, sulla base dei regolamenti dei fondi di pensione complementare, si potrà tornare all’anticipo massimo di 10 anni.

Per fare un esempio concreto, se un lavoratore dipendente, aderente ad un Fondo pensione, è disoccupato da almeno 2 anni e nel 2015 ha 56 anni e 3 mesi di età può ottenere la pensione complementare, perché l’età richiesta per la pensione di vecchiaia è 66 anni e 3 mesi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il