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Pensioni riforma pubblica amministrazione ultime notizie: aperta ad interventi con deleghe attuative anche su riforma concorrenza

Novità pensioni in vista da riforma Concorrenza e della Pubblica Amministrazione: ultime notizie, prospettive e cosa potrebbe cambiare




Novità pensioni in vista da riforma Concorrenza e della Pubblica Amministrazione: le ultime notizie confermano la necessità di un intervento a 360 gradi sia sulle pensioni sia, come annunciato dal premier Renzi, sulla riduzione delle tasse. E’ urgente intervenire in modo da tutelare i cittadini, soprattutto alla luce degli ultimi dati sull’andamento economico che non fotografano certo un’Italia felice. Ma le novità derivanti dalla riforma della P.A. potrebbero rappresentare una prima svolta.

La riforma è stata approvata ieri e con lei la staffetta generazionale e il part time. Il testo iniziale è stato però modificato: inizialmente sosteneva il ricambio generazionale con riduzione dell’orario di lavoro e dello stipendio ma contributi previdenziali che sarebbero rimasti a carico dello Stato fino al raggiungimento della pensione del lavoratore.

Nella versione approvata, invece, il versamento dei contributi previdenziali mancanti è a carico del lavoratore stesso. I dipendenti pubblici che decidono, quindi, di passare al part time devono pagarsi i contributi così come fanno già gli autonomi. L’attesa è per i decreto attuativi della riforma che devono essere chiusi entro fine anno. E solo allora si capirà se sarà questa la versione definitiva approvata. E se fosse confermata, certo non si tratterebbe di una norma conveniente, considerando che sarebbe poco vantaggiosa per il lavoratore che non solo si vede ridurre lo stipendio ma deve anche versare i propri contributi.

E questi svantaggi non sosterrebbero il ricambio generazionale auspicato. Altra novità sulle pensioni è contenuta nella riforma Concorrenza. E’ stato, infatti, approvato un emendamento alla riforma sulla concorrenza sulla portabilità dei fondi pensione riduce da 48 a 24 mesi il periodo di disoccupazione e da 10 anni a 5 anni il periodo mancante alla maturazione dei requisiti anagrafici per il raggiungimento della pensione pubblica anche se, sulla base dei regolamenti dei fondi di pensione complementare, si potrà tornare all’anticipo massimo di 10 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il