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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: premier annuncia pensioni e tasse da Settembre. Difficoltà e lavori arretrati

Ridurre la pressione fiscale e intervenire sulle pensioni nuovo piano prioritario premier Renzi: ancora ostacoli da superare. Le novità




“Ci rivedremo al rientro a Roma, pronti da subito per una legge di stabilità che proseguirà nel taglio delle tasse”: queste le novità dal premier Renzi alle soglie della pausa estiva per i lavori del governo. Le ultime notizie sono tuttavia piuttosto confuse sui prossimi impegni, a causa dei tantissimi dubbi sullo sviluppo del piano triennale 2015-2018 che era stato annunciato come progressivo, con interventi cioè da attuare in maniera graduale e in base a determinate fasce di persone. Ma la domanda che vien da porsi ora è cosa il premier Renzi vorrebbe esattamente fare a settembre?

Il nuovo punto di partenza del piano Renzi sembra duplice: intervenire cioè prima con una riduzione della pressione fiscale, a partire dalla cancellazione della Tasi sulla prima casa già dal 2016, per poi modificare l’attuale legge pensionistica, forse, però, solo attraverso interventi inizialmente negativi. Questa duplice via è ciò che lascia nel dubbio anche su cosa si farà prettamente per le pensioni, se cioè bisognerà aspettarsi in piano vero, con quella ormai celebre soluzione universale per tutti annunciata già l’anno scorso dal ministro del Lavoro Poletti, o l’aumento di 80 euro delle pensioni, e se sarà fatto nel 2018, come qualche giorno detto da Renzi, o anche prima.

Di certo c’è che il premier ha detto: “Abbiamo molto da fare, ma l'auto si è rimessa in moto e adesso tocca a noi guidarla: con prudenza ma anche con determinazione verso il futuro che la sta già aspettando. I futuro dei nostri figli è nelle nostre mani, care parlamentari, cari parlamentari”. Il problema è che restano comunque diverse difficoltà da superare, dalla necessità di risorse economiche, partendo dai 20 miliardi di euro di coperture necessarie per le misure della prossima Manovra Finanziaria, al problema dei fondi urgenti per risolvere il problema degli aumenti degli stipendi degli statali. In una delle prime deleghe della P.A., infatti, si pensava ad aumenti già a partire dal mese di settembre, il che comporterà, chiaramente, un enorme aumento dei costi.

E proprio per uscire da questa impasse di misure urgenti e imposte e mancanza di soldi, il ministro dell’Economia Padoan ha dimostrato l’intenzione di chiedere maggiore flessibilità all’UE, altrimenti tutto sarà difficile da fare. In questo contesto, c’è poi da considerare che si procede a rilento su ogni questione, e soprattutto pensionistica, dove i lavori sono indietro, tanto che fino a qualche giorno fa sembravano bloccati, poi la seppur flebile ripresa delle discussioni in Parlamento con Commissione Damiano e con Boeri sembra riaprire qualche speranza, ma resta poco tempo per rimettere mano al Def e senza alcun piano chiaro, come proposte del MEF e soprattutto dei ministri di Lavoro ed Economia Poletti e Padoan, sarà quasi impossibile definite novità pensionistiche imminenti, nella prossima Manovra.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il