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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: dichiarazioni Padoan, Taranto, Boeri, Comminelli, Polverini

Le ultime dichiarazioni della settimana sulle pensioni da Taranto, Polverini, Padoan, Comminelli, Boeri: novità e prospettive




Anche nel corso di quest’ultima settimana appena conclusasi si sono susseguite nuove discussioni sulle pensioni che hanno visto protagonisti diversi esponenti politici. Ma ancora una volta si tratta di discussioni che si sono concluse senza alcuna novità interessante da un punto di vista pratico. Tra le novità della settimana, l’approvazione dell’emendamento Taranto ddl sulla concorrenza  portabilità dei fondi pensione, che prevede per i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi ai quali manchino non più di 5 anni per il raggiungimento dell’età pensionabile la possibilità di avere la pensione integrativa.

L’emendamento abbassa, dunque, da 48 a 24 mesi il periodo di disoccupazione e da 10 anni a 5 anni il periodo mancante alla maturazione dei requisiti anagrafici per il raggiungimento della pensione pubblica ma con i regolamenti dei fondi di pensione complementare si potrà andare in pensione prima di 10 anni. Secondo la deputata di Forza Italia Polverini, l’Italia si ritrova in una condizione “desolante. Un Paese praticamente ancora fermo ai blocchi di partenza e un governo che non ha la capacità di intervenire” e cita i nuovi dati sull’allarmante condizione della disoccupazione giovanile. Per dare nuovo impulso proprio all’occupazione serve innanzitutto rivedere le norme previdenziali attuali e renderle rigide.

Anche il ministro dell’Economia Padoan in settimana ha dimostrato l’intenzione di appoggiare gli interventi annunciati dal premier Renzi e che dovrebbero spalmarsi in 5 anni e costare 50 miliardi di euro e per il reperimento delle risorse economiche necessarie per la riduzione del peso fiscale. Il ministro dell’Economia ha anche detto di essere pronto a chiedere alla Commissione europea di intervenire sulla clausola di flessibilità legata all'attuazione delle riforme strutturali e aumentare di conseguenza l'indebitamento netto. Per sostenere il piano Renzi bisognerebbe, dunque, avere maggiore flessibilità dall’Europa e quindi più soldi anche se potrebbero derivare dal piano del premier di taglio delle tasse.

Per Miriam Cominelli, deputata del Pd, punto fondamentale della discussione pensionistica al momento è la necessità di prorogare il contributivo e chiede pertanto al governo di prorogare per tutto il 2015 la sperimentazione di un provvedimento che crea posti di lavoro per i giovani e garantisce risparmi di milioni di euro. In settimana anche Boeri è tornato a farsi sentire parlando dell’assegno universale, seppur limitato solo agli over 55 dichiarando “Siamo voluti partire da questo gruppo di età intanto perché volevamo restare nell`ambito delle competenze e delle possibilità dell’istituto. E poi perché la fascia al di sopra dei 55 anni ha registrato il maggiore incremento nell’incidenza della povertà”.

Anche il leader della Lega Salvini rilancia sulla necessità di modificare l'attuale legge pensionistica per risolvere errori e ingiustizie causate dalle norme oggi in vigore. E punta ancora su quota 100 e sulla proroga del contributivo donna. Novità in questa settimana anche dal presidente della Commissione Lavoro Damiano che, al termine dell’incontro organizzato dai sindacati Spi Cgil e Cgil a Bergamo nei giorni scorsi, ha nuovamente invitato il governo a intervenire sull’attuale legge pensionistica nella prossima Manovra Finanziaria e ha proposto l’uscita a partire dai 62 anni di età con 35 anni di contributi con penalizzazioni crescenti o con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il