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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: a Settembre interessanti interventi per deleghe attuative pubblica amministrazione

Dopo approvazione riforma P.A. in Senato da settembre deleghe attuative e quali novità e conseguenze potrebbero esserci per le pensioni? Le ultime notizie




Il Senato ha dato il via libera alla nuova riforma della Pubblica Amministrazione e ora continua il lavoro sui decreti attuativi per le deleghe. Il disegno di legge affida, infatti, al governo una serie di deleghe per la riorganizzazione della pubblica amministrazione su rapporto di lavoro, controlli e ruoli dirigenziali e un ruolo rafforzato alla presidenza del Consiglio anche nelle scelte di competenza dei singoli ministeri. Le deleghe attuative potrebbero portare anche novità pensioni non solo per i lavoratori pubblici ma anche per i privati.

La prima delega, che dovrebbe arrivare a settembre, sarà quella sull’aumento degli stipendi per gli statali, sbloccati dalla sentenza dell’Alta Corte, perché interviene sui costi e dalla definizione di questa misura si potrebbero definire eventuali ulteriori risorse avanzanti da riutilizzare per le pensioni. Le deleghe attuative, del resto, lasciano ampio spazio di decisioni al governo e considerando che l’idea della riforma Renzi-Madia era quella di aprire nuove possibilità lavorative ai più giovani attraverso il ricambio generazionale con il part time, nonché aumentare la produttività del comparto della P.A. sempre attraverso l’inserimento dei più giovani, è possibile che si continui a lavorare anche sulla revisione dell’emendamento alla P.A. sulla staffetta generazionale.

In sede di approvazione della riforma, infatti, il testo è stato modificato rispetto alla versione iniziale, prevedendo possibilità di passaggio al part time, con riduzione dell’orario di lavoro, conseguente riduzione dello stipendio mensile, e pagamento dei contributi previdenziali mancanti fino al raggiungimento della normale pensione finale a carico del lavoratore stesso. E’ una norma che chiaramente rischia di essere poco conveniente e vantaggiosa per il lavoratore che, per lasciare spazio ai più giovani, non solo si vede ridotto lo stipendio ma non trae alcun vantaggio dall’uscita anticipata considerando che deve continuare a pagarsi i contributi da solo.

Ed è su questo punto che qualcosa potrebbe essere rivisto, cercando, con le deleghe, magari di riportare alla vecchia versione il testo da far entrare in vigore, spostando nuovamente i versamenti dei contributi allo Stato. Anche in questo senso sarà importante capire quante risorse servono a sbloccare gli aumenti degli stipendi per gli statali, quante ne avanzano, pensando anche al fatto che approvare part time e turn over per la P.A. significherà estendere la misura anche ai privati, per evitare discriminazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il