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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: contributivo donna e assegni universali per evitare procedimento tribunale e Europa

Sempre più urgente la necessità di approvare proroga contributivo donna e assegno universale prima che siano nuovamente i tribunali a decidere: le ultime notizie




E’ in vigore in quasi tutti i Paesi europei l’assegno universale pensato come misura a sostegno della povertà e di tutti coloro che si ritrovano a pagare il prezzo della crisi. Ma in Italia ancora non esiste: le ultime notizie confermano l’intenzione di volerlo avviare, e l’Ue lo sosterrebbe, ma solo limitato agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché lontani dal raggiungimento dei requisiti pensionistici necessari. Nonostante sia una delle novità proposte dal presidente dell’Inps Boeri nel suo piano pensioni e metta tutti d’accordo, si temporeggia sulla sua entrata in vigore, soprattutto per la mancanza di risorse economiche e la divergenza sulla misura.

Se, infatti, Boeri lo ha proposto solo per gli over 55, diverse forze politiche ritengono che debba essere esteso a tutti e la definizione di dettagli sulla sua erogazione è stata rimandata, ma bisognerebbe far presto. E’ possibile, infatti, che esistendo già negli altri Paesi europei e avendovi aperto la stessa Europa, arrivi un procedimento da parte dell’Ue che costringerà l’Italia ad approvarlo.
 
Approvare la proroga del contributivo donna per tutte le lavoratrici che maturano i requisiti richiesti entro la fine di questo anno da parte dell’Inps prima che sia il tribunale a decidere in chiusura della class action avviata la cui decisione finale dovrebbe arrivare per il prossimo ottobre.

Secondo il presidente della Commissione Lavoro Damiano e MariaLuisa Gnecchi, i fondi messi a disposizione dalla legge 243/04 sono sufficienti a garantire l'accoglimento delle richieste delle lavoratrici: dei 1,684 miliardi stanziati infatti nel 2014 per il via a questo regime sperimentale ne sono stati spesi solo 707 milioni. Per il premier Renzi sarebbe meglio evitare di attendere la sentenza e appoggiare il piano della minoranza Pd. In questo modo dimostrerebbe anche in maniera concreta di essere seriamente intenzionato a dare una svolta alle pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il