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Pensioni novità Renzi: quota 100, contributivo, part-time, assegno universale, mini pensioni: novità questa settimana

Verso la svolta nel sistema delle pensioni in Italia? Intanto c'è la novità del primo via libera all'estensione del contributivo donna.




Il governo studia interventi per cambiare il sistema delle pensioni in Italia. Stando a quanto immaginato, si potrà accedere prima al trattamento previdenziale: questa è la filosofia della riforma in cantiere, ma con un assegno ridotto. Si ipotizza quindi un taglio del 3% per ogni anni in meno di lavoro. In ballo c'è anche l'introduzione dell'assegno universale, inizialmente limitato agli over 55 senza lavoro e senza pensione mentre appare difficile l'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per potersi ritirare dal lavoro. L'impegno di spesa per lo Stato viene ritenuto gravoso.

Già, perché sarà decisiva la tenuta dei conti pubblici. Si tratta di un dettaglio decisivo poiché tutte le proposte di cambiamento si sono arenate per insufficienza di coperture economiche. Il rapporto tra deficit e Pil per il 2016, stimato all'1,8%, salirebbe al 2,2%. Per farlo, il governo dovrà chiedere il via libera di Bruxelles a uno sconto dello 0,4%, già ottenuto per il 2015. In questo modo ci sarebbero 7 miliardi di euro a disposizione in più. Il premier Matteo Renzi punta anche a rinviare di una altro anno, fino a dunque il 2018, il pareggio di bilancio. Significa avere altri 12 miliardi di euro. In questo contesto sarà decisivo anche il taglio alla spesa pubblica, compresa quella previdenziale, di cui il responsabile è ora Yoram Gutgeld, commissario alla spending review e già consigliere economico dello stesso Renzi.

Per le donne è prevista la possibilità di anticipare i tempi della pensione optando per il calcolo contributivo della prestazione. I requisiti sono 35 anni di contributi e 57 anni e 3 mesi di età per le lavoratrici dipendenti mentre sono di 58 anni e 3 mesi per quelle autonome. Questa possibilità si chiude nel 2015. Anzi, per effetto della decorrenza posticipata del trattamento, la finestra di 12 mesi per le dipendenti e di 18 per le autonome, sono state accettate le domande presentate fino allo scorso anno. Quelle avanzate quest'anno sono in stand by.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il