Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: più aiuti ai ricchi che ai poveri, da rifare sistema previdenziale

Come dimostrato dalle ultime notizie su pensioni e assistenza, l'Italia continua a essere il Paese dei paradossi. Sistema da cambiare.

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In fin dei conti lo ha sottolineato lo stesso Tito Boeri all'indomani del suo insediamento al vertice dell'Inps: per un miglior funzionamento delle pensioni in Italia occorre distinguere tra spesa previdenziale e spesa assistenziale. Non si tratta di una novità assoluta scoprire che in Italia al 40% più povero delle famiglie italiane va meno di un quarto del totale. Tuttavia una situazione di questo tipo spinge a una riflessione sulla necessità di cambiare le regole in corso per la creazione di un sistema più virtuoso, socialmente più equo ed economicamente più sostenibile. A cercare di vederci più chiaro è stato il Corriere della Sera con un approfondimento dedicato.

I redditi della popolazione sono stati divisi in decili dal più ricco al più povero. Ogni decile raggruppa la popolazione che dichiara un reddito compreso in un certo dato intervallo. Ebbene è emerso come in Italia il 40% più povero della popolazione ottiene il 23% della spesa assistenziale. I dati non comprendono quelle slegate dai redditi, per esempio, pensioni di invalidità, assegni di accompagnamento, pensioni di guerra. Ci sono altri due dati che fanno riflettere. Il primo è l'ammontare della spesa per prestazioni assistenziali gestita ogni anno dall'Inps: 20 miliardi di euro. Il secondo è quel 50% della spesa che va a integrare le pensioni al minimo: 5 miliardi di euro vanno a pensioni e assegni sociali.

Ma quali sono le ragioni di quello che può essere legittimamente definito welfare al contrario. La prima - argomenta Enrico Marro - è che una parte delle prestazioni in pagamento sono ancora quelle liquidate quando i requisiti di reddito non erano previsti dalle norme o erano meno severi. La seconda è che un conto è considerare come requisito per la prestazione il solo reddito Irpef, come si fa ora, un altro l'Isee, che include anche la ricchezza patrimoniale immobiliare e mobiliare e il possesso di veicoli e che lo fa non solo per il beneficiario, ma anche per il coniuge e i figli, cioè per tutti i tutti i componenti del nucleo familiare.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il