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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: per evitare il calo produttività sono necessari più giovani

Sono i numeri a dimostrare come il ricambio generazionale nell'ambito della revisione delle regole sulle pensioni non sia più rinviabile.




Le ultime notizie sulla produttività in Italia negli ultimi 20 anni fanno riflettere e aprono alla necessità di introdurre novità sul fronte delle pensioni e del lavoro. Tra il 1995 e il 2014 è diminuita al ritmo dello 0,3% all'anno. Facile immaginare come un mercato del lavoro ingessato, con i dipendenti più anziani che vedono ogni anno allontanarsi il traguardo della pensione e i quelli più giovani che rimangono ai margini aumentando a livelli imbarazzanti il tasso di disoccupazione, sia tra le cause più incisive di questa perdita di competitività. In effetti l'Istituto di statistica non si tira indietro dal puntare l'indice e lo indirizza contro il calo del valore aggiunto e il trascurabile aumento dell'input di lavoro.

Eppure la staffetta generazionale viene vista con timore da queste parti. Anche se sbandierata a più ripresa sia dal premier Matteo Renzi e sia dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, viene ritenuta una misura costosa e difficilmente sostenibile per le casse dello Stato. Più di recente scetticismo in questa direzione è stato manifestato da Tito Boeri, presidente dell'Inps, che infatti non ha contemplato questa possibilità nel suo piano di riforma. A ogni modo, qualcosa in questo senso si sta muovendo con alcune decisioni assunte nell'ambito della pubblica amministrazione per ridare smalto ed efficienza alla burocrazia italiana.

Ad esempio, il sistema degli uffici pubblici sia centrali sia locali viene rivisto con l'obiettivo di ridurre quelli di tipo strumentale, ovvero non che non operano a diretto rapporto con il pubblico: saranno soppressi o accorpati per evitare duplicazioni tra le varie amministrazioni. Quelli che resteranno potranno essere concentrati in sedi comuni, che dovrebbero diventare una sorta di rappresentanza unica dello Stato in un certo territorio. Rientra in questo contesto la razionalizzazione delle forze di polizia che per ora si tradurrà nella soppressione del Corpo forestale dello Stato e in un maggior coordinamento di tutte le forze che operano in mare, con eventuale integrazione tra Marina militare e capitanerie di porto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il