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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: incontri Renzi, Boeri, Poletti, Padoan, Gutgeld per trovare accordo su proposte

Verso la definizione di proposte e coperture per cambiare le pensioni in Italia. Quali sono novità e ultime notizie dalla politica?




Sono giorni di preparazione al tavolo sulle pensioni che si aprirà a settembre. Ciascuna per la sua parte, i principali attori della scena sono a caccia delle soluzioni per migliorare l'attuale legge previdenziale. E così il premier Matteo Renzi è impegnato nella parte politica, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in quella delle coperture, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti nella definizione di provvedimenti di equilibrio sociale, il presidente dell'Inps nella tenuta del principale istituto di previdenza italiano, il commissario alla spending review Yoram Gutgeld nel taglio alla spesa pubblica. Allo stato la partita è ancora aperta: non ci sono ipotesi certe e le coperture sono ancora da definire con certezza.

Da parte sua, il ministro Poletti propone sussidi a chi si trova in difficoltà economica in cambio della partecipazione a corsi di formazione e ricerche attive di lavoro. Sono i numeri a rivelare come l'appuntamento con il cambiamento non sia più rinviabile. Sono 4,1 milioni le famiglie italiane in condizioni di disagio: dopo due anni di aumento nel 2014 il numero dei poveri ha smesso di crescere, ma resta l'emergenza. Ed è pari al 5,7% la povertà assoluta in Italia, sostanzialmente stabile anche sul territorio. Al Nord si attesta al 4,2%, al Centro al 4,8% e al Sud arriva all'8,6%. Il costo dell'estensione del bonus da 80 euro agli incapienti è stato calcolato in 1,6 miliardi di euro. Un'altra ipotesi allo studio del governo è l'allargamento della no tax area.

Sotto questo punto di vista potrebbe trovare spazio l'introduzione dell'assegno universale per gli over 55 senza lavoro e senza pensione. Tra i sostenitori ci sono lo stesso Poletti e Boeri. Anche Renzi, nonostante la sua posizione non sia definita, pare aprire rispetto a questa possibilità vista senza preclusioni da Bruxelles. D'altronde si tratta di uno strumento applicato nella quasi totalità dei Paesi dell'Unione Europea.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il