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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, contributivo, assegno universale. Draghi e Europa contrari

La partita delle pensioni passa anche dal tavolo europeo. Il governo chiede un allentamento dei rigidi vincoli di stabilità per poter disporre di nuove risorse.




Attorno al tavolo delle pensioni c'è anche Bruxelles. Le novità in campo previdenziale passano anche dal via libera dell'Unione Europea, da sempre contraria a modificare la legge attuale. Ecco perché le ultime notizie raccontano del tentativo del governo italiano di allentare i vincoli di stabilità per avere maggiori spazi di manovra. Tra le soluzioni in ambito pensionistico che potrebbero comunque essere ben accolte c'è l'introduzione dell'assegno universale, magari inizialmente limitato agli over 55 senza lavoro e ancora privi dei requisiti richiesti per accedere al trattamento previdenziale. La ragione è semplice: la misura è applicata praticamente ovunque in Europa, tranne in Italia e in Grecia.

Allo stato appare difficile l'applicazione della cosiddetta quota 100, quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per congedarsi dal lavoro. Calcolatrice alla mano si tratta di una ipotesi ritenuta troppo costosa per le casse dello Stato. Al contrario viene valutata anche la possibilità del ricalcolo degli assegni previdenziali per tutti con il sistema contributivo. Per le casse pubbliche si tratterebbe di un bel risparmio, ma il rischio è di intaccare diritti acquisiti.

La partita è dunque aperta. Il Fiscal compact impone ai Paesi che hanno un debito superiore al 60% del Pil, tra cui l'Italia, di ridurre il deficit strutturale di una percentuale pari allo 0,5% l'anno. Con l'ultima manovra finanziaria, all'Italia è stato concesso dall'Europa di operare un aggiustamento più contenuto, ma non inferiore alla soglia dello 0,25% l'anno. Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo, è stato rieletto per un nuovo mandato. Dell'Eurogruppo fanno parte i ministri delle Finanze dei Paesi che adottano l'euro: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Il fine è di assicurare il coordinamento fra le politiche economiche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il