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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: quota 100, mini pensione,assegno universale.Necessità indicate da calo produttività

Il calo di produttività in Italia si spiega anche con l'attuale legge sulle pensioni che disincentiva la staffetta generazionale nei posti di lavoro.




Il calo della produttività in Italia denunciato dall'Istat necessita di una riflessione sulle politiche fin qui adottate sui versanti delle pensioni e del lavoro. Evidentemente sono poche le novità introdotte per ridare slancio al Paese. In particolare, la tanto sbandierata staffetta generazionale è rimasta ferma sulla carta. Anche nel settore pubblico, dove era stato dimostrato un certo attivismo, agli annunci non sono seguiti fatti concreti. Il risultato è che i dipendenti più anziani, nel maggior parte dei casi meno motivati e meno al passo con l'innovazione, si ritrovano inchiodati sul posto di lavoro mentre quelli più giovani stanno ai margini ingrossando le file dei disoccupati.

E di questo passo non andrà meglio nei prossimi anni. L'attuale legge previdenziale prevede la maturazione ogni 2 anni di 4 mesi di lavoro in più per poter andare in pensione. A ispirare le norme ora in vigore è l'aumento delle speranze di vista. E così se quest'anno per ritirarsi a vista privata servono 66 anni e 3 mesi per lavoratori dipendenti e autonomi e per lavoratrici del settore pubblico, 63 anni e 9 mesi per lavoratrici del settore privato; 64 anni e 9 mesi per lavoratrici autonome, dal primo gennaio del prossimo anno il traguardo del congedo sarà un po' più lontano finché nel 2018 l'età della pensione sarà parificata a 66 anni e 3 mesi per uomini e donne.

Un trattamento differente viene riservato ai lavoratori precoci e a chi svolge attività prevalentemente usuranti. Coloro che hanno cominciato a lavorare in giovane età, se uomini, devono maturare 42 anni e 6 mesi di lavoro, se donne 41 anni e 6 mesi. Ma chi si congeda tra i 60 e i 62 anni sconta un disincentivo tra l'1 e il 2%. Chi ha iniziato molto giovane e ha meno di 60 anni è soggetto a riduzioni maggiori. Coloro che esercitano lavori prevalentemente usuranti e sono dipendenti di aziende private possono andare in pensione a 61 anni e se la somma della loro età e dell'anzianità professionale raggiunge la quota 97. Se autonomi, la somma deve essere pari a 98.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il