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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: contributivo donna, svolta per molti anche se presenti molti problemi

Sono ancora tanti i punti interrogativi ancora senza risposta lungo il percorso del cambiamento delle pensioni. La conferma dalle ultime notizie.




Il percorso per rendere socialmente più accettabile le leggi attuali sulle pensioni è ancora molto lungo. Come riferiscono novità e ultime notizie, sono ancora tanti i problemi da superare. E alcuni con una certa urgenza. Rimanendo nella stretta attualità, è arrivato il via libera della commissione Lavoro della Camera dei deputati al contributivo donna. In buona sostanza l'intenzione è di concedere alle lavoratrici la possibilità di congedarsi con qualche anno di anticipo, su base volontaria, in cambio della riduzione di una parte dell'importo previdenziale. L'assegno verrebbe infatti calcolato con il sistema contributivo e dunque sulla base dei soli contributi versati e non sulla media della retribuzione degli ultimi anni.

Il punto, come ricordato da Maria Luisa Gnecchi, deputato del Partito Democratico, è che dal primo gennaio del prossimo anno entrano in vigore ulteriori rigidità per andare in pensione. Occorrerà infatti lavorare 4 mesi in più prima di potersi congedare. A suo dire "la mancanza di adeguate misure di conciliazione, non previste per esempio dalla riforma del Governo Monti, l'assenza di sostegno al lavoro di cura svolto dalle donne nella famiglia, la maggiore aspettativa di vita, che implica una vita più lunga, ma in stato di salute relativamente peggiore, sono tutti aspetti di un contesto che non è favorevole alla condizione femminile e sui quali risulta necessario intervenire".

In tutti i casi occorre sempre fare i conti con la resistenza di Bruxelles tutte le volte che si ipotizza di mettere mano alle pensioni. C'è poi la questione dell'adeguamento degli assegni all'inflazione. La perequazione è un aumento annuale delle pensioni in base all'andamento dell'aumento dell'aumento dei prezzi. Entro la fine di ogni anno, con decreto del Ministero dell'Economia, viene stabilito l'aumento provvisorio da applicare all'anno successivo, per esempio nel 2014 per il 2015. Poi durante l'anno di riferimento (2015) viene fissato il valore definitivo e all'inizio dell'anno successivo (2016) viene eventualmente effettuata una compensazione tra il valore provvisorio e quello definitivo (del 2015).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il